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Errori nelle certificazioni uniche, il pasticcio non è ancora risolto: iscritti alle casse edili in attesa di chiarimenti dalle Entrate

La Commissione nazionale paritetica per le Casse edili ha inviato una lettera agli enti bilaterali che ne fanno parte, nella quale spiega di aver chiesto indicazioni sulla corretta interpretazione delle norme. L'Agenzia, però, non ha ancora risposto
Errori nelle certificazioni uniche, il pasticcio non è ancora risolto: iscritti alle casse edili in attesa di chiarimenti dalle Entrate
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Non è ancora stato risolto il caos delle certificazioni uniche errate, che ora potrebbe riguardare centinaia di migliaia di lavoratori italiani, causando il rischio di perdere – almeno in parte – le detrazioni e i bonus fiscali previsti dalla manovra del 2025. Tra i principali coinvolti vi sono gli addetti iscritti alle Casse edili, al centro di un dubbio interpretativo che non è ancora stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate. Il 27 aprile, la Commissione nazionale paritetica per le Casse edili ha inviato una lettera agli enti bilaterali che ne fanno parte, nella quale spiega di aver chiesto indicazioni sulla corretta interpretazione delle norme. L’Agenzia, però, non ha ancora risposto. Quindi i dubbi permangono.

Il problema, va ricordato, nasce perché in questo periodo i contribuenti italiani stanno dichiarando i redditi percepiti nel 2025. Si tratta del primo anno in cui viene applicato il nuovo cuneo fiscale approvato a fine 2024 dal governo Meloni: un sistema di bonus e maggiori detrazioni che sostituiscono la vecchia decontribuzione, con l’obiettivo di aumentare il netto in busta paga fino a circa mille euro all’anno. Problema: questo beneficio viene calcolato in base al reddito complessivo della persona interessata, un concetto non semplice da stabilire dato che comprende numerose voci. Non è un caso che ora le incertezze siano nate soprattutto per le Casse edili, enti che erogano una serie di prestazioni. Tra queste, l’Anzianità professionale edile (ape), ma anche borse di studio per i figli dei lavoratori. Insomma, tocca definire quali di queste voci conteggiare e quali lasciare fuori, perciò è necessario un definitivo pronunciamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il beneficio va per scaglioni: è pari al 7,1% fino a 8.500 euro di redditi, scende al 5,3% fino a 15mila euro e poi al 4,8% fino a 20mila euro. Tra i 20mila e i 32mila euro diventa una cifra fissa pari a mille euro. Tra i 32mila e i 40mila euro è invece ottenuto con una complessa formula. Ecco perché il calcolo dell’ammontare complessivo del reddito diventa essenziale: da questa cifra si evince lo scaglione in cui collocare, quindi l’aliquota da applicare, ma anche l’effettivo diritto di percepire la detrazione, dato che sopra i 40mila euro non è prevista. Ciò che ora va evitato è che gli errori nelle certificazioni vengano assorbiti dalla dichiarazione dei redditi. In tal caso, il rischio sarebbe per molti di perdere somme o, addirittura, di percepirle indebitamente e doverle restituire.

La segnalazione è partita mercoledì dalla Cgil. Il sindacato ha spiegato di aver riscontrato numerose anomalie scoperte dai Caf di diversi territori. Non solo per le Casse edili, ma anche per lavoratori di altri settori e relative detenuti che prestano lavoro fuori dal carcere. Il primo a commettere errori, nelle scorse settimane, era stato addirittura l’Inps con le certificazioni delle sue indennità. L’istituto si è però corretto dopo pochi giorni. Ora il problema riguarda invece tutti i sostituti di imposta privati, come le aziende e – appunto – gli enti bilaterali.

Poco dopo l’uscita della notizia, mercoledì, l’Agenzia delle Entrate ha inviato una nota di rassicurazione: “Alcuni sostituti di imposta – ha spiegato – hanno rilevato delle anomalie nelle certificazioni uniche da loro predisposte e hanno immediatamente provveduto alla correzione e alla ritrasmissione delle stesse. Pertanto, la dichiarazione precompilata 2026 è stata aggiornata con i nuovi dati pervenuti”. L’Agenzia ha anche spiegato che la dichiarazione precompilata sarà disponibile fino al 14 maggio per la visualizzazione e fino a quella data potranno essere inviate le rettifiche. Le Casse edili sono però ancora in attesa di ricevere i chiarimenti richiesti.

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