La F1 torna a Miami, cambiano le regole: le novità in qualifica e la caccia alla Mercedes, che ha maledetto questa sosta
Dopo più di un mese si riparte. Saranno stati gli orari notturni della prima tripletta di gare, sommati alla pausa forzata, ma sembra che questa stagione di Formula 1 non sia ancora partita del tutto. Invece è cominciata eccome, perché al comando c’è un italiano, Kimi Antonelli, il più giovane leader del mondiale di sempre. E perché il nuovo ciclo regolamentare ha già diviso gli schieramenti tra i puristi e gli spettacolisti: nuovo modo di guidare e tanti più sorpassi, seppur “artificiali”. Tre gare per iniziare a prendere confidenza con il nuovo regolamento e già bisogna studiare di nuovo perché cambia qualcos(in)a.
Durante la sosta i team si sono incontrati con la Federazione e soprattutto hanno votato delle modifiche per inquadrare meglio le corse di questo 2026. Partendo dalla qualifica. Sarà abbassata la necessità di ricarica batteria da 8MJ a 7M e la durata del superclipping – uno dei nuovi famigerati termini diventati famigliari nelle prime tre uscite – di 2-4 secondi per giro (modifica che varrà anche in gara). Tradotto: meno attenzione al saving e più libertà di spingere verso il limite come dovrebbe essere, riavvicinando il pilota alla possibilità di staccare all’ultimo e andare aggressivo in curva. Il giro lanciato era uno dei temi su cui spettatori, ma soprattutto i piloti, erano più critici perché snaturava troppo l’essenza della velocità e toglieva il miglior colpo ai qualificatori puri, come Charles Leclerc.
Poi questione sicurezza per la gara: la potenza massima tramite il Boost in gara ora sarà limitata a +150kW con l’erogazione di potenza dell’MGU-K che viene mantenuta a 350kW nelle zone chiave di accelerazione, ma limitata a 250kW in altre parti del circuito. Riportandolo in termini concreti: evitare il differenziale enorme di velocità tra chi arriva da dietro in totale rilascio d’energia e chi davanti la sta ricaricando per scongiurare un bis del brutto incidente che ha coinvolto Bearman che, per scartare Colapinto in saving, è arrivato all’improvviso oltre 60 chilometri orari più veloce dell’argentino ed è finito sull’erba, girandosi fino a sbattere contro le barriere. MGU-K che si attiverà in maniera autonoma anche in partenza tramite un sistema che rileverà chi avrà avuto bassa potenza allo stacco. Nessun vantaggio sportivo – se il rilascio frizione è sbagliato, già la fase è compromessa e si perderanno posizioni – ma focus sulla sicurezza: garantirà al pilota lento di potersi spostare velocemente dalla traiettoria ideale per evitare di essere un pericolo per chi arriva lanciato da dietro che potrà anche notarla perché compariranno sulla sua macchina delle luci lampeggianti (posteriori e laterali). Per dare un’idea: Lawson era fermo in partenza in Australia e Colapinto se l’è trovato in faccia, è stato costretto a un gioco di prestigio per evitarlo e non andare in barriera con quella manovra.
Oltre queste – non tutte ma le più sostanziali – novità, chiaramente le squadre si sono concentrate sullo sviluppo della prestazione sportiva. Uno stop forzato maledetto da Mercedes che aveva un gran vantaggio competitivo e ha monopolizzato la prima posizione: tre pole e tre vittorie, una pole Sprint e una vittoria Sprint. Gli aggiornamenti fanno sempre la differenza, chiaramente, ancor di più nel primo anno di un nuovo ciclo tecnico. In Florida, McLaren sarà la più osservata perché il team di Woking negli ultimi anni è stata maestra degli upgrade con cui ha ribaltato gli esiti. Come nel 2024, quando proprio da Miami – prima vittoria in carriera dell’attuale campione del mondo Lando Norris – partì la rimonta che portò al titolo costruttori. Il team principal Andrea Stella ha citato proprio la stagione di due anni fa dicendo come sia possibile ripeterla. La Papaya monta motore Mercedes in fondo e si è già visto come la power unit tedesca sia la più performante. Smaltiti i problemi di know how per farla funzionare correttamente – parole sempre di Stella – gli aggiornamenti aerodinamici possono essere decisivi e nel mese di gare nordamericane (il 24 maggio ci sarà il GP del Canada) si vedrà “una McLaren totalmente nuova”, ha precisato l’ingegnere umbro. Squadra che, durante la pausa, ha già investito sul futuro prendendo Giampiero Lambiase, attuale ingegnere di pista di Max Verstappen, che diventerà operativo nel 2028.
Proprio l’olandese che ha disperato bisogno di miglioramenti della sua macchina. La Red Bull, al momento, appare dispersa a centrogriglia in questo 2026, ma ha anche dimostrato di saper invertire la rotta a mondiale in corso, come lo scorso anno quando è riuscita a regalare a Versatppen una macchina in grado di arrivare a soli due punti da Norris e di sfiorare una rimonta leggendaria. Max durante la pausa non è riuscito a stare a motore spento e ha girato con le sue amate GT: “Qui non devo fare calcoli sull’energia. Mi diverto perché penso solo a guidare”. Altra stilettata alla F1 odierna che minaccia di lasciare, si vedrà.
E la Ferrari? A Maranello hanno lavorato sugli aggiornamenti e qualcosa si è intravisto anche nel blindatissimo filming day per gli sponsor di Monza. La nuova Rossa ha implementato anche la cosiddetta ala Macarena, quella rotante, per poterla omologare durante i weekend di gara. Comunque, tutti i team, come ovvio dopo un mese di pausa dalle gare e senza chiusura obbligatoria delle fabbriche come avviene nella sosta estiva, porteranno novità. Le prove libere di venerdì saranno estese da 60 a 90 minuti per testare i cambi del regolamento tecnico, ma daranno l’opportunità anche ai team di comprendere meglio il lavoro svolto. Poi sarà subito qualifica perché si torna con il botto: a Miami ci sarà la Sprint sabato, antipasto della gara lunga di domenica.