Torino, D’Aversa prova a guadagnarsi la conferma. Le idee per il futuro: c’è anche Gattuso
È impossibile negarlo: serviva una scossa e la scossa è davvero arrivata. L’impatto che Roberto D’Aversa ha avuto nel Torino è stato più che positivo: due sconfitte, sì, ma soprattutto quattro vittorie e due pareggi (di cui l’ultimo, con l’Inter, capace di riportare un po’ di entusiasmo a una piazza molto delusa), con una media di 1,75 punti a partita. È chiaro che con i se e i ma non si va da nessuna parte, e che probabilmente sarebbe stato difficile mantenere un andamento del genere per tutta la stagione, ma l’aritmetica salvezza (obiettivo davvero minimo) arrivata grazie alla reazione del gruppo porta la firma dell’allenatore. E da questo il Torino parte per valutare attentamente il suo futuro.
Contratto in scadenza
D’Aversa ha firmato quasi in bianco: quattro mesi di contratto senza opzioni o vincoli. Vincoli che non voleva il Toro, certo, ma che per l’allenatore sono stati una scommessa. Un modo per rilanciarsi dopo qualche stagione davvero molto faticosa. E il rilancio di certo è avvenuto: l’ex Parma ha allenato una squadra tecnicamente più forte rispetto a quelle avute in precedenza e ha dimostrato di saper portare a casa i risultati giusti pur con un gioco molto attendista. Ha sistemato la difesa, ha reso un po’ più efficaci gli attaccanti. Ora, con 4 partite al termine e un derby da giocare, l’intenzione è quella di restituire all’ambiente quell’entusiasmo che ha portato a uno sciopero del tifo prolungato da diversi mesi. Per provare, quindi, a trattare la conferma con la proprietà.
Proprietà che non si è ancora espressa sul nuovo allenatore e che rimanderà ogni discorso al termine del campionato. Quando valuterà con grande attenzione non solo o non tanto il risultato ottenuto, ma anche come questo sia arrivato. Il Torino vorrebbe provare a proporre un gioco diverso, certamente più aggressivo rispetto a quello che si è visto in questa stagione, dove spesso la squadra è rimasta frenata dai risultati negativi. Quindi, è chiaro, partire da zero (anche con lo stesso allenatore, ma da zero) sarà sicuramente utile per lasciarsi alle spalle una brutta stagione. Ma questo non vuole dire non provare a guardarsi attorno.
Le idee: da Gattuso a De Rossi
Non si parla né di contatti, né men che meno di trattative. Ma di possibili idee. Ed è bene sottolinearlo. Ma che al ds Petrachi possano piacere due come De Rossi o Gattuso (che aveva cercato di portare alla Cremonese lo scorso anno, prima però che saltasse la sua nomina a nuovo direttore sportivo del club) è fuori di dubbio. Il primo difficilmente saluterà Genova, mentre il secondo potrebbe cercare rilancio in Italia dopo l’esperienza decisamente complicata con la Nazionale. Sono valutazioni da radiomercato che però possono portare a possibili sviluppi, così come quelli che riguardano Ivan Juric. Dopo due stagioni negative, il croato – che a Torino ha allenato per tre anni – potrebbe rientrare nella rosa dei candidati per la panchina. Con Cairo, il rapporto è tranquillo. E non c’è più il vecchio direttore sportivo, Vagnati, con cui qualche dissapore in passato c’era stato. Si vedrà. Ma la rivoluzione estiva dei granata partirà dalla panchina. E anche in caso di conferma, la scelta sarà ‘rivoluzionaria’ a suo modo. Perché la squadra, in un modo o nell’altro, verrà trasformata.