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Ultimo aggiornamento: 19:24

Confindustria avverte: “Con una guerra in Iran prolungata ci sarà la più grave crisi energetica della storia”

Durante le audizioni a Montecitorio sul Documento di Finanza Pubblica, Confindustria illustra scenari molto preoccupanti per l’Italia in caso di prosecuzione del conflitto in Iran
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Confindustria vede nero. Il quadro attuale e di scenario, a seconda della durata della guerra in Iran e della conseguente chiusura ad oltranza dello stretto di Hormuz, pesa sulle stime di crescita dell’Italia e non solo. I rischi sono soprattutto per gli attuali volumi di export italiano, con un aumento dei costi per le imprese italiane di 7 miliardi se la guerra dovesse continuare fino a giugno e di 21 miliardi se il conflitto dovesse portarsi fino alla fine dell’anno.

“Una guerra che arriva fino a giugno, di fatto, metterebbe l’Italia in stagnazione con un tasso di inflazione più alto di quello che avevamo. Se la guerra dovesse proseguire fino a fine anno saremmo in recessione – dichiara alle commissioni parlamentari, Alessandro Fontana, direttore generale di Confindustria, che aggiunge – Una guerra più lunga, già fino a fine anno, potrebbe proiettarci nella più grave crisi energetica della storia“.

“Non siamo ancora in una fase ciclica completamente negativa e questo lo dobbiamo essenzialmente alla funzione che ha svolto il Pnrr”, rassicura comunque Fontana.

Dall’organizzazione degli industriali arriva poi una secca bocciatura sull’assetto attuale delle Istituzioni europee definito “inadeguato”. Confindustria propone quindi di “superare questa fase” e “non possiamo farlo da soli perché saremmo ancora più deboli”. Quindi, conclude, “occorre lavorare per federarsi con chi ci sta in modo tale da recuperare quell’efficacia e quella tempestività delle decisioni che hanno tipicamente i governi sovrani ed avere anche una dimensione adeguata per poter competere a livello globale con attori internazionale come Cina e Stati Uniti”.

Confindustria ha anche lanciato alcune proposte tra cui lo scostamento di bilancio per aiuti di intensità proporzionata agli aumenti dei costi di gas ed elettricità fino a dicembre 2026 per tutte le imprese in media, alta e altissima tensione e aiuti mirati e di maggiore intensità per le imprese elettrivore e gasivore. Fontana ha anche proposto di prorogare il taglio delle accise sui carburanti in scadenza il 2 maggio.

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