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“C’è una grave minaccia, ferma la gara”: l’arbitro Makkelie riceve una telefonata in campo. Così è scattato il protocollo di sicurezza nella finale di Coppa d’Olanda

Domenica scorsa la partita tra Az Alkmaar e Nec Nimega è stata interrotta al 73esimo da una scena inedita, con il direttore di gara al telefono:
“C’è una grave minaccia, ferma la gara”: l’arbitro Makkelie riceve una telefonata in campo. Così è scattato il protocollo di sicurezza nella finale di Coppa d’Olanda
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Sembrava una scena curiosa, quasi divertente. Domenica scorsa la finale di Coppa d’Olanda tra Az Alkmaar e Nec Nimega è stata interrotta letteralmente da una telefonata, a cui ha dovuto rispondere l’arbitro Danny Makkelie, fischietto internazionale. Al 73esimo minuto del match, un uomo si è avvicinato al direttore di gara e gli ha passato un telefono: Makkelie ha discusso a lungo con qualcuno, poi la gara è stata momentaneamente interrotta. È ripresa dopo qualche minuto, con l’Az Alkmaar che ha conquistato il trofeo con un netto 5 a 1. A qualche giorno di distanza dalla finale, sono emersi i contorni di quella telefonata. Faceva parte di un protocollo di sicurezza, che è stato attivato per il rischio di una “grave minaccia” poi sventata, come ha svelato l’ex allenatore Robert Maaskant, oggi noto commentatore e opinionista in Olanda.

Quando la partita è stata interrotta, l’Az Alkmaar era già in vantaggio 3 a 0 e la finale era di fatto chiusa. Il 43enne Makkelie, peraltro ex poliziotto, ha ricevuto una chiamata proprio dai suoi colleghi. Alcuni agenti in borghese presenti sugli spalti dello stadio De Kuip di Rotterdam (casa del Feyenoord, dunque campo neutro), avevano scoperto l’intenzione dei tifosi del Nec di lanciare una grande quantità di fuochi d’artificio in campo, con l’obiettivo di interrompere la partita. In questi anni, il calcio olandese ha avuto diversi problemi di gestione dell’ordine all’interno degli stadi, con invasioni di campo e casi di match sospesi o perfino annullati. Per questo si sta cercando di correre ai ripari.

La chiamata a Makkelie fa parte di queste nuove misure. L’arbitro ha fermato la partita, in attesa di ricevere il via libera a ripartire dopo lo sventato pericolo. “Stanno solo facendo il loro lavoro“. ha risposto il fischietto al tecnico dell’Az, Leeroy Echteld, che vista la situazione di punteggio era preoccupato per una possibile sospensione definitiva del match. “Hanno colto segnali che indicavano una grave minaccia. C’erano segnalazioni di un gran numero di fuochi d’artificio che stavano per essere sparati dalla curva, quindi si è trattato di una misura preventiva“, ha svelato ora Maaskant, parlando in tv.

L’opinionista ha aggiunto: “Naturalmente ci sono agenti in borghese sparsi per le tribune. Nel momento in cui percepiscono e vedono che sta per succedere qualcosa, si mettono in contatto molto rapidamente con chi di dovere. È esattamente quello che è successo”. La telefonata in diretta all’arbitro però è qualcosa di inedito, ma evidentemente è stato ritenuto il mezzo più efficace per fare arrivare subito a Makkelie le informazioni necessarie per gestire la situazione: “Sul campo non era chiaro cosa stesse succedendo in quel momento, ma probabilmente si era diffusa la voce che sarebbero stati sparati moltissimi fuochi d’artificio“. Alla fine la partita è ripresa senza nessun disordine e nessun lancio: il protocollo ha funzionato.

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