Bufera sulla Danza sportiva, la presidente Lunetta e altri tre indagati: “Manipolato il software dei voti per alterare i risultati delle gare”
Sono accusati di interventi nella scelta degli arbitri e di aver manipolato il software usato per i voti. Una nuova inchiesta sta scatenando la bufera attorno alla Federazione italiana danza sportiva e alla sua presidente, Laura Lunetta. C’è anche lei tra i quattro indagati, insieme ai collaboratori Ferruccio Galvagno, Piercarlo Pilani e Ottavio Capelli. Nei giorni scorsi sono state effettuate perquisizioni ai loro domicili e nella sede della Fidesm: l’accusa è di “atti fraudolenti volti ad alterare i risultati delle competizioni sportive, incluse le gare dei campionati assoluti tenutesi a Riccione tra il 19 e il 22 febbraio 2026″. Dopo che l’inchiesta è diventata pubblica, si attende ora il passo indietro di Lunetta, l’unica donna attualmente alla guida di una delle 51 federazioni sportive italiane. “La presidente della Danza sportiva non ha preso parte alla Giunta e ha chiesto due o tre giorni per una pausa di riflessione”, ha dichiarato Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, nella giornata di martedì.
La danza sportiva italiana torna quindi sotto i riflettori, e non per i risultati in pista. In trent’anni di attività la federazione è stata commissariata tre volte e il rischio di un nuovo intervento straordinario appare concreto. Da ambienti federali si fa strada l’ipotesi di un passo indietro temporaneo o di dimissioni, per evitare appunto un nuovo commissariamento. Lunetta, tuttavia, finora ha respinto l’idea di autosospendersi, ribadendo la propria intenzione di chiarire la correttezza del proprio operato e dichiarando fiducia nella magistratura. La federazione gestisce risorse pubbliche significative ed è recentemente entrata nell’ambito olimpico grazie al settore paralimpico: il Coni è chiamato a valutare rapidamente eventuali interventi.
In questo quadro, la posizione di Lunetta assume un peso ancora maggiore. Romana, 54 anni, con un profilo accademico e sportivo di alto livello, è diventata negli ultimi anni una delle figure più influenti del sistema sportivo nazionale. Dalla carriera di danzatrice al ruolo di dirigente, fino all’ingresso nella Giunta Coni e alla responsabilità del dipartimento pari opportunità, la sua ascesa è stata rapida e sostenuta anche da importanti appoggi istituzionali, in primis quello di Giovanni Malagò. La vicenda però riporta in primo piano anche la figura di Ferruccio Galvagno, già presidente della federazione dal 2001 al 2011, radiato in passato e poi riabilitato con una “grazia sportiva”. Secondo gli investigatori avrebbe continuato a esercitare un’influenza significativa, al punto da essere considerato una sorta di regista dietro le quinte. L’ipotesi è che tra lui e Lunetta esistesse una collaborazione diretta nella gestione delle competizioni.
Il contesto generale dello sport italiano, inoltre, è già segnato da altre criticità: diverse federazioni risultano commissariate e le tensioni interne non mancano, come dimostrano le recenti vicende che hanno coinvolto anche l’atletica leggera. La spy story che sta agitando la Fidal è partita da una cimice nell’ufficio di Alessandro Londi, da ieri ex segretario generale della Federazione guidata da Stefano Mei. Londi, scrive Repubblica, ha svolto per la Federdanza negli anni 2022 e 2023 incarichi di assistenza e consulenza amministrativa e fiscale.