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“No, Sinner non è come noi. È troppo diverso dall’italiano medio”: bufera per l’articolo di Mauro Mazza. Aldo Serena: “Io non sono come lei, pensiero gretto”

L'articolo firmato dall'ex direttore del Tg2 su L'Arena ha scatenato una pioggia di critiche: "Mai letto tanti luoghi comuni infarciti di ignoranza". La reazione dell'ex calciatore
“No, Sinner non è come noi. È troppo diverso dall’italiano medio”: bufera per l’articolo di Mauro Mazza. Aldo Serena: “Io non sono come lei, pensiero gretto”
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Jannik Sinner è troppo diverso dall’italiano medio“. Il nuovo attacco al campione di tennis azzurro, numero 1 al mondo dopo la vittoria a Montecarlo, arriva da Mauro Mazza, ex direttore del Tg2, in un articolo pubblicato sul quotidiano L’Arena di sabato 18 aprile. Ancora una volta Sinner viene accusato di non essere abbastanza italiano, ma in questo caso non tanto per le sue origini o le sue scelte, bensì per il suo comportamento e le sue vittorie. Secondo Mazza, che si arroga il diritto di parlare a nome di tutto il Paese, Sinner “è italiano per modo di dire” perché è “perfetto, troppo diverso per sentircelo vicino”. Una tesi folle, che ha scatenato una pioggia di critiche, compresa la durissima reazione dell’ex calciatore Aldo Serena.

“Sinner, italiano ma non troppo” è il titolo dell’articolo di Mauro Mazza, che così unisce alla lunga lista di giornalisti che si occupano di tutt’altro ma che decidono di scrivere di tennis per accusare Sinner di non essere abbastanza patriota. “Quello spilungone dai capelli rossi lo ammiriamo, i suoi trionfi ci scaldano il cuore (mentre lui resta quasi impassibile) ma non lo amiamo”, è l’incipit di Mazza. Che poi cita “l’accento austriaccheggiante”, ma anche il fatto che è “sempre controllato nelle emozioni e incapace di commuoversi davvero”. Che ne sa? Un mistero…

La sua tesi, riportata al plurale, è che gli italiani non riescano ad immedesimarsi nei suoi successi. È falso: lo dimostra il seguito di appassionati, ma anche il legame che Sinner ha costruito con tanti altri tennisti e atleti italiani, da Kimi Antonelli a Giulio Ciccone, da Marco Bezzecchi a Matteo Berrettini. Che Mazza cita poi a sproposito: il romano infatti sarebbe invece un “italiano vero, come quello della canzone di Totò Cutugno”. “È uno di noi che ce l’ha fatta”. Questo invece non varrebbe per Sinner. La sua colpa? “Sinner è perfetto, troppo diverso per sentircelo vicino”. Secondo l’ex direttore del Tg2, gli italiani preferiscono i difetti ai pregi. “No, Sinner non è come noi – è la conclusione del giornalista della RAI -. Non è nemmeno come ci piacerebbe diventare strofinando la lampada di Aladino. In fondo, ci piacciono anche i nostri difetti per quell’alchimia tutta italiana che tiene assieme colpi geniali e clamorosi errori”. Di più, se gli italiani diventassero come Sinner sarebbero “più tristi”.

L’articolo ha scatenato la rabbia di tantissimi appassionati di tennis. Compreso Aldo Serena, ex centravanti della Nazionale italiana, che ha scelto di rispondere direttamente a Mazza con un post su X: “Caro Maura Mazza usi il singolare e non il plurale, abbia il coraggio delle sue azioni e non ci coinvolga. Io non sono come lei e mi stupisco che un uomo, un giornalista che ha fatto parte del servizio pubblico abbia un pensiero così gretto“. Le parole di Serena hanno interpretato il pensiero di tantissimi italiani, come dimostrano i tantissimi commenti apparsi sui social.

“Mai letto tanti luoghi comuni infarciti di ignoranza e mancanza di rispetto come in questo articolo”, ha scritto un utente. “Analisi che fa venire i brividi“, “una banalità mortale, pieno di tristi luoghi comuni”, “non capisco perché cotanto livore gratuito”, è il tenore di tantissimi altri commenti. E i tifosi di tennis hanno già scelto ovviamente: “Io preferisco essere come Jannik piuttosto che come Mauro Mazza” è diventato virale. “Articoli del genere son deleteri perché non vanno dalla parte di chi prova ad alzare l’asticella…ma da quella di chi la abbassa, così tutti si sentono a posto”. E ancora: “Tra chi costruisce qualcosa di bello, di storico, di epico, di poetico e chi si limita a smontarlo, io so bene da che parte stare. E per fortuna, non sono la sola”.

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