Israele ha convocato l’ambasciatore italiano dopo che Tajani ha definito “inaccettabili” i raid in Libano contro la popolazione civile
Oggi il governo Meloni ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele, con i rapporti tra i due Paesi al livello più basso degli ultimi anni. Ma ieri 13 aprile sono iniziate le tensioni, dopo la condanna di Tajani alle operazioni di Israele in Libano, con l’ambasciatore italiano a Tel Aviv – Luca Ferrari – convocato per protesta dal ministero degli Esteri di Gerusalemme. Secondo l’agenzia di stampa AdnKronos, Ferrari sarebbe già stato ricevuto.
Pochi giorni fa, l’8 aprile, il copione era andato in scena alla rovescia, con la convocazione da parte di Tajani dell’ambasciatore israeliano: la Farnesina protestava contro i colpi di avvertimento esplosi dalle Idf contro i caschi blu italiani di Unifil nel Paese dei Cedri, con un proiettile finito a un metro da uno dei soldati. L’ambasciatore Ferrari è stato convocato dal direttore generale degli Affari politici del ministero degli Esteri israeliano, Yossi Amrani, omologo dell’ambasciatrice Cecilia Piccioni, che la settimana scorsa aveva a sua volta convocato l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled. “I soldati italiani non si toccano”, aveva tuonato Tajani in quell’occasione.
Ieri invece a provocare le tensioni è stato il post su X del leader di Forza Italia, in occasione della sua missione nella capitale, che interveniva in difesa dei civili: “Il Libano è un Paese fratello che abbiamo nel cuore. Per questo oggi sono venuto a Beirut a portare al presidente Aoun la solidarietà dell’Italia dopo gli attacchi inaccettabili di Israele contro la popolazione civile”, ha affermato Tajani, promettendo di rafforzare “il nostro impegno umanitario in Libano”. Il post parla anche degli obiettivi diplomatici del governo italiano: “La mia missione serve a incoraggiare il dialogo con Israele sulla base di un necessario e duraturo cessate il fuoco. Nel quadro del nostro impegno militare e di formazione alle Forze Armate libanesi – prosegue Tajani postando una foto che lo ritrae insieme al presidente libanese -, ho offerto al Presidente Aoun l’aiuto dell’Italia per contrastare i finanziamenti illeciti al terrorismo e scongiurare anche nuovi attacchi da parte di Hezbollah. Il governo farà il possibile per raggiungere la pace e mettere fine alle sofferenze del popolo libanese. Bisogna evitare a tutti i costi un’altra escalation come a Gaza”. Il vicepremier azzurro aveva già condannato i bombardamenti di mercoledì scorso sulla popolazione civile di Beirut, “ingiustificati e inaccettabili”. Tajani ha espresso solidarietà al presidente libanese Joseph Aoun.