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Sinner: “Sì, ho cantato l’inno di Mameli a Montecarlo. Essere italiano è qualcosa di speciale, non lo puoi scegliere”

Per tanti è stata una sorpresa. In passato, per via delle sue origini sudtirolesi e anche per la sua residenza proprio nel Principato, l'azzurro era stato accusato di scarso attaccamento ai colori azzurri
Sinner: “Sì, ho cantato l’inno di Mameli a Montecarlo. Essere italiano è qualcosa di speciale, non lo puoi scegliere”
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In un ambiente spesso abituato al rigore e alla sacralità del cerimoniale, tanti appassionati di tennis – soprattutto stranieri – sono rimasti stupiti durante la cerimonia di premiazione del torneo di Montecarlo nel vedere Jannik Sinner dopo la vittoria contro Carlos Alcaraz cantare l’inno di Mameli, davanti al Principe Alberto II di Monaco, mentre veniva issato il tricolore sul campo centrale del Principato. Forse è rimasto stupito anche qualche italiano, soprattutto quelli che in passato hanno malignamente accusato il campione azzurro di non sentirsi “abbastanza italiano“, per via delle sue origini sudtirolesi e anche per la sua residenza proprio a Montecarlo. Argomenti pretestuosi, ritirati fuori ad hoc quando Sinner ha scelto di rinunciare a giocare la Coppa Davis e dopo qualche (rara) sconfitta.

Sinner in verità ha sempre mostrato fiero attaccamento all’Italia, al netto del legittimo orgoglio per la sua Sesto e per le tradizioni familiari. Ha riportato gli azzurri del tennis a vincere proprio la Davis, dopo un digiuno lunghissimo. E anche nelle ultime settimane è stato ambasciatore dei successi sportivi italiani nel mondo, celebrando e dando la giusta risonanza alle vittorie di Kimi Antonelli in Formula 1 e Marco Bezzecchi in MotoGp.

Per questo, quando in conferenza stampa dopo la straordinaria vittoria contro Alcaraz gli è stato chiesto il motivo della scelta di cantare l’inno, Sinner ha risposto quasi infastidito: “Sì, l’ho cantato. L’inno normalmente si canta, no?”, ha detto il nuovo numero 1 al mondo, con un sorriso abbozzato e un’espressione accigliata. Poi ha voluto sottolineare: “Io ho sempre detto: essere italiano per me è molto bello perché non lo puoi scegliere, devi avere la fortuna di essere italiano. E poi, sai, sento tanto il supporto e il tifo italiano, soprattutto in questo torneo”. Di nuovo, Sinner ha voluto condividere il merito di questo supporto con tutto il tennis azzurro: “So che a casa ci sono tanti italiani e siamo veramente un bel gruppo di ragazzi che giocano a tennis. Abbiamo tantissimi giocatori fortissimi e quindi ogni settimana c’è qualcuno che fa bene. Credo che questo movimento sia bello per il tennis italiano, per il popolo italiano, e sono fiero e sono contento di dar qualcosa indietro”.

Concetti che Sinner ha voluto ribadire anche oggi nel corso di un’intervista alla Gazzetta dello Sport, proprio uno dei giornali che in passato lo ha accusato duramente di scarso attaccamento all’azzurro. Alla domanda sull’Inno di Mameli, ha risposto: “Sì, l’ho cantato. Credo che la bellezza di un inno stia anche nella possibilità di cantarlo, non credete?”. E ancora: “Essere italiano è qualcosa di speciale, non lo puoi scegliere, devi avere la fortuna di esserlo. Sento tantissimo il supporto dei tifosi italiani, ovunque giochi. È bello anche per il movimento: abbiamo tanti giocatori forti e ogni settimana qualcuno fa bene. Sono orgoglioso di rappresentare tutto questo e sono fiero di restituire qualcosa indietro al mio paese”. Game, set, match.

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