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La serata del riscatto di Barella: i due assist decisivi e poi il gesto ai tifosi che lo riempiono di fischi

Il centrocampista ha salutato con la mano destra i sostenitori del Como al momento della sostituzione, sorridendo e facendo poi il segno del numero quattro
La serata del riscatto di Barella: i due assist decisivi e poi il gesto ai tifosi che lo riempiono di fischi
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Nicolò Barella è rinato. Il centrocampista dell’Inter e della nazionale italiana – dopo la delusione del playoff Mondiale perso contro la Bosnia – nelle ultime due partite ha trascinato la formazione nerazzurra a due importanti vittorie: prima una prestazione di qualità e sostanza contro la Roma (con anche un gol), poi una prova di personalità e carattere contro il Como, con due assist, nella vittoria per 3-4 che ha sensibilmente avvicinato l’Inter allo scudetto. Da capitano, vista l’assenza per infortunio di Lautaro Martinez.

A far discutere nel post gara è stato però quanto accaduto al 77esimo della bella e tesa sfida contro il Como. Chivu decide di sostituire Barella, che al momento del cambio è uno dei migliori in campo, inserendo Henrikh Mkhitaryan. Il “Sinigaglia” lo tempesta di fischi e lui risponde. Il centrocampista 29enne saluta il pubblico con un largo sorriso, poi fa il segno “4” con la mano, per ricordare ai tifosi del Como i gol subiti nel corso del match. E lì si alzano i decibel dei fischi dei tifosi comaschi.

Intanto Barella si è ripreso l’Inter. Per dirlo in maniera definitiva bisognerà aspettare qualche altra partita, ma dalla sosta per le nazionali e dalla forte delusione con la maglia dell’Italia, il centrocampista ex Cagliari sembra esser uscito rinato. Nei mesi precedenti si era vista una versione più “borghese” di Barella, meno operaia. Mezzala di grande sostanza, negli anni si era fatto apprezzare per la sua corsa, la sua abnegazione e il suo carattere.

Poi negli ultimi tempi si era trasformato più in un numero 8, nonostante sia comunque il calciatore dell’Inter che corre di più ogni partita. Spesso però lo faceva male, quasi per frustrazione. Adesso sembra aver trovato il giusto equilibrio: contro il Como ha corso più di 7 km, ha servito due assist e con la personalità del capitano ha trascinato la squadra a una rimonta, questa volta sì, probabilmente decisiva per lo scudetto.

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