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Israele oscura l’accordo sull’Iran, 160 bombe in 10 minuti sul Libano: “Oltre 250 morti e mille feriti”. Premier: “Strage di civili”. Trump: “Solo scaramucce”

L’Idf colpisce Beirut e il sud del Libano ignorando l’intesa Usa-Iran. Ospedali al collasso e centinaia di feriti nell'attacco aereo più violento dall'inizio del conflitto
Israele oscura l’accordo sull’Iran, 160 bombe in 10 minuti sul Libano: “Oltre 250 morti e mille feriti”. Premier: “Strage di civili”. Trump: “Solo scaramucce”
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Attacchi devastanti, un massacro di civili. Centinaia tra morti e feriti per un’operazione che Israele ha denominato internamente “Oscurità eterna“. A poche ore dall’intesa tra Stati Uniti e Iran, l’esercito di Tel Aviv oscura il cessate il fuoco e colpisce il Libano in un’offensiva senza precedenti, dimostrando che la tregua non si applica ai combattimenti contro Hezbollah. L’ultimo aggiornamento della Protezione Civile libanese, citata da Al Arabiya, parla di almeno 254 persone uccise e oltre 1.165 ferite.

Idf ha dichiarato di avere bombardato un centinaio di centri di comando e altre infrastrutture militari del gruppo islamista a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale. Cinquanta caccia hanno sganciato circa 160 bombe su 100 obiettivi in soli 10 minuti. Dopo l’attacco la Croce rossa libanese ad Al Arabi, ha parlato di molte persone intrappolate sotto le macerie e di ospedali sotto forte pressione. Il presidente americano Donald Trump ha derubricato questa escalation ad una “scaramuccia” che non ha nulla a che fare con il negoziato generale ed ha deciso di inviare Jd Vance in Pakistan, ma Teheran ha subito minacciato di non presentarsi ai colloqui e di richiudere Hormuz se l’Idf continuerà a colpire in Libano: la fragile impalcatura costruita dalla diplomazia rischia così di crollare.

Israele continua a espandere la sua aggressione prendendo di mira aree residenziali densamente popolate e togliendo la vita a civili disarmati in varie parti del Libano, inclusa, in particolare, la capitale Beirut”, ha detto il premier libanese Nawaf Salam, in una drammatica dichiarazione ripresa con evidenza dalla Bbc britannica, sullo sfondo d’immagini di devastazioni estese. Salam evoca di fatto una strage di civili, smentendo i riferimenti dei bollettini di guerra israeliani che citano vittime solo fra gli Hezbollah. E anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando alla Camera, fa riferimento a decine di morti tra la popolazione. “Purtroppo l’appello lanciato dal Presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva per quanto riguarda il Libano. – ha dichiarato il capo della Farnesina -. C’è stato il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra, si parla di 150 aerei impegnati su tutto il Libano. In particolare a Beirut, Sidone e Tiro si contano decine di vittime fra i civili. Una colonna italiana dell’Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata dall’Idf. I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo, per fortuna nessun ferito ma la colonna è dovuta rientrare”.

Da Israele, però, si parla solo di vittime tra gli islamisti di Hezbollah, in quella che le forze armate di Tel Aviv hanno definito la più grande ondata di attacchi aerei contro il gruppo in Libano dall’inizio dei combattimenti. Secondo quanto riferito dai militari, tra gli obiettivi colpiti a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale c’erano il quartier generale e gli uffici dei servizi segreti utilizzati dall’organizzazione terroristica per pianificare attacchi contro le truppe e i civili israeliani. Prese di mira anche le infrastrutture delle unità missilistiche e navali di Hezbollah, oltre alle risorse della forza d’élite Radwan.

Intanto l’esercito libanese ha invitato i civili a non tornare nei villaggi del Libano meridionale. “Alla luce degli sviluppi regionali e della diffusione di notizie su un cessate il fuoco, il comando dell’esercito invita i cittadini ad astenersi dal tornare nei villaggi e nelle città del sud e ad evitare di avvicinarsi alle zone in cui le forze di occupazione israeliane sono avanzate, al fine di preservare la propria sicurezza, soprattutto perché potrebbero esporre le proprie vite al pericolo di continui attacchi israeliani”, si legge in un comunicato delle Forze Armate libanesi. Nella notte, il primo ministro del Pakistan, che ha svolto un ruolo chiave di mediatore tra Washington e Teheran, ha affermato che il cessate il fuoco in Iran si sarebbe applicato anche al Libano. Ma Trump e Netanyahu hanno sostenuto che non fosse così.

Il governo israeliano, che secondo il Wsj è stato informato all’ultimo minuto dell’accordo Usa-Iran, non prendendola bene, ha deciso di sferrare l’attacco più duro su Hezbollah dall’inizio della guerra nel Golfo, prendendo di mira il sud del Paese e Beirut. Un’operazione “a sorpresa”, denominata “Oscurità eterna”, contro “centinaia di terroristi”, ha annunciato il ministro della Difesa Israel Katz. Una pioggia di fuoco che ha devastato la capitale, con “scene apocalittiche” descritte dai testimoni. Il blitz dell’Idf ha provocato la protesta dell’Iran, alleato di Hezbollah, che ora sta rivalutando le sue opzioni: oltre a disertare i colloqui in Pakistan, sul tavolo anche l’ipotesi di sigillare Hormuz o riprendere i raid contro lo Stato ebraico. Contro questa escalation sono intervenuti i leader europei, inclusa Giorgia Meloni, e del Canada, che in una nota congiunta hanno lanciato un appello “a tutte le parti ad attuare il cessate il fuoco anche in Libano”.

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