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Almasri, la Corte penale sul deferimento dell’Italia all’Assemblea degli Stati membri: “Impedì arresto e consegna”

Il governo Meloni avrebbe impedito alla Cpi di esercitare le proprie funzioni e i propri poteri ai sensi dello Statuto "non dando debita esecuzione alla richiesta della Corte", non consultando né cooperando
Almasri, la Corte penale sul deferimento dell’Italia all’Assemblea degli Stati membri: “Impedì arresto e consegna”
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La presidenza della Corte penale internazionale (Cpi) ha deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati membri per “inadempienza a una richiesta di cooperazione” sul caso di Almasri, il torturatore libico ricercato e arrestato su mandato della Cpi nel gennaio 2025, ma rimpatriato dal governo Meloni in fretta e furia con un volo di Stato. Lo riferisce la stessa Corte, ufficializzando la decisione del 26 gennaio scorso e spiegando che “il 29 gennaio 2026 la presidenza della Corte ha trasmesso al presidente dell’Assemblea degli Stati membri la ‘Decisione di deferire all’Assemblea degli Stati membri l’inadempienza dell’Italia a una richiesta di cooperazione’ della Camera preliminare I, datata 26 gennaio 2026, rinviando così la questione all’Assemblea degli Stati membri”.

La Corte ricorda che “il 17 ottobre del 2025 la Camera preliminare I aveva emesso una ‘Decisione sulla mancata ottemperanza dell’Italia a una richiesta di cooperazione’, nella quale aveva constatato che l’Italia non ha ottemperato ai propri obblighi internazionali ai sensi dello Statuto di Roma, impedendo alla Corte di esercitare le proprie funzioni e i propri poteri ai sensi dello Statuto ‘non dando debita esecuzione alla richiesta della Corte di arrestare e consegnare il sig. Njeem (cioè Almasri, ndr) mentre si trovava sul territorio italiano, e non consultando né cooperando con la Corte per risolvere eventuali presunte questioni derivanti dalla formulazione del mandato d’arresto e dalla presunta richiesta concorrente di estradizione”.

La Cpi ha fatto sapere anche che un rappresentante dell’Italia è stato invitato alla riunione dell’ufficio di presidenza dell’Assemblea del 1° aprile 2026 per discutere le implicazioni della decisione della Corte relativa alla sua mancata cooperazione e per presentare le proprie opinioni su come intenda cooperare con la Corte in futuro e aggiunge che l’ufficio di presidenza presenterà una relazione sulle misure adottate, unitamente a eventuali raccomandazioni, alla prossima sessione dell’Assemblea. L’Assemblea degli Stati membri è l’organo di controllo gestionale e legislativo della Corte penale internazionale ed è composta dai rappresentanti degli Stati che hanno ratificato lo Statuto di Roma.

Intanto in Italia, l’ufficio di presidenza di Montecitorio ha deciso di proporre all’Aula della Camera di sollevare un conflitto di attribuzione, davanti alla Consulta, nei confronti della procura di Roma sul caso di Giusi Bartolozzi, ormai ex capo di Gabinetto del Guardasigilli Carlo Nordio, indagata per false comunicazioni al pm nell’ambito della vicenda Almasri. In altre parole, la maggioranza chiede di considerare la condotta di Bartolozzi in linea con le decisioni dei ministri, per i quali è già stata negata l’autorizzazione a procedere. “Non bastava salvare dal processo Nordio, Piantedosi e Mantovano. Ora scudano anche Bartolozzi, perché temono di franare insieme a lei”, attaccano le opposizioni.

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