Il mondo FQ

Reuters: “La Bce ha delle riserve sul candidato amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena”

Intanto arrivano le prime raccomandazioni di voto in vista dell'assemblea del 15 aprile. Il proxy Iss promuove la lista del cda e Fabrizio Palermo, pur sottolineandone le debolezze. Ma boccia buona parte dei candidati provenienti dal vecchio consiglio inclusi il presidente Maione, il capo del comitato nomine Lombardi e Alessandro Caltagirone
Reuters: “La Bce ha delle riserve sul candidato amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena”
Icona dei commenti Commenti

Il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena non ha convinto la Banca centrale europea che, secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters citando una fonte direttamente informata sulla questione, “nutre preoccupazioni riguardo all’esperienza nel settore bancario del candidato proposto per la carica di amministratore delegato” della banca senese fresca di privatizzazione dopo il salvataggio pubblico. A inizio marzo il cda uscente di Mps ha deciso di non ricandidare Luigi Lovaglio per la guida dell’istituto e ha puntato sull’attuale amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo che, come sottolineato all’epoca dal Fatto Quotidiano, non ha però le caratteristiche curricolari richieste dalla vigilanza bancaria. Vero è che tutto si può aggiustare, con equiparazioni e prescrizioni da parte della Bce, ma non è detto che siano indolori. Per questo motivo Reuters sottolinea che le preoccupazioni della Bce riguardo all’esperienza bancaria di Palermo potrebbero avere un peso nella valutazione che la banca centrale effettuerà qualora il manager, gradito al socio Caltagirone, venisse eletto il mese prossimo alla guida del terzo istituto di credito italiano, e potrebbero appunto indurre Francoforte a porre delle condizioni per dare il via libera al nuovo board di Siena.

Il punto, come ricordato piú volte dal Fatto, è che la Cassa Depositi e Prestiti, che Palermo ha guidato dal 2018 al 2021, non ê una banca e la Bce non la considera neppure equivalente, come ha riferito la fonte a Reuters chiedendo di rimanere anonima poiché la questione è riservata. All’amministratore delegato di una banca sono richiesti almeno dieci anni di esperienza bancaria di vertice recente (non piú vecchia di due anni). Sia la Bce che la Banca d’Italia non hanno rilasciato commenti in merito. Idem il Montepaschi, che non ha voluto esprimersi su informazioni fornite da una fonte anonima, in assenza di una presa di posizione ufficiale da parte della Bce e della Banca d’Italia.

Intanto il consulente indipendente Iss ha rilasciato il suo parere agli azionisti sul voto in assemblea. Il proxy advisor suggerisce agli investitori istituzionali di Mps di votare a favore della lista del cda nell’assemblea del 15 aprile, ritenendo che in un contesto “tutt’altro che ideale” il risultato migliore si possa raggiungere utilizzando il voto individuale sui singoli candidati per plasmare il consiglio. “Pur riconoscendo i meriti della lista” di Plt Holding che ha ricandidato Lovaglio “e la validità di alcune argomentazioni avanzate” dagli sfidanti del cda, secondo Iss “un completo rinnovamento del consiglio in questa fase, unitamente alla reintegrazione dell’ad uscente, non rappresenta una proposta sufficientemente convincente”. Tuttavia passando in rassegna i candidati il proxy suggerisce di promuovere Palermo insieme ai due banchieri, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. In caso di elezione, viene fatto notare, tutti sarebbero “eleggibili” come amministratori delegati, con i due non nominati che potrebbero “contribuire con la loro esperienza manageriale” da consiglieri. Iss poi invita i soci a votare contro la nomina del presidente Nicola Maione, ricandidato alla presidenza, e contro quella dell’attuale presidente del comitato nomine, Domenico Lombardi, ritenuti responsabili di un “processo” di formazione della lista del cda che “solleva preoccupazioni sostanziali” in particolare in tema di “trasparenza“, “pianificazione della successione” di Lovaglio – decisa senza disporre di candidati interni e con una ricerca “frettolosa” di sostituti esterni – e di “accountability complessiva“.

Tra gli otto candidati da non sostenere secondo Iss figurano anche i due manager del gruppo Caltagirone in lista, Alessandro Caltagirone ed Elena De Simone, per “considerazioni relative all’indipendenza”, mentre i restanti quattro pagano il fatto di essere stati collocati in fondo alla lista di 20 nomi. In pratica Iss propone un rinnovamento quasi totale del consiglio di amministrazione della banca visto che i candidati che promuove sono 8 esterni, 2 con un’anzianità in consiglio di poco superiore all’anno e solo 3 in carica dall’inizio del triennio del mandato in scadenza. Tra le critiche del proxy al processo di formazione della lista c’è anche anche la decisione di indicare solo in una fase “relativamente avanzata” un unico candidato ceo, individuato in Palermo. All’ex ad di Cdp, Iss riconosce “comprovate competenze manageriali” e di “leadership trasformativa“, ma pure la mancanza di “un’esperienza manageriale diretta all’interno di un istituto bancario paragonabile” a Mps, per di più alle prese con “l’imminente integrazione con Mediobanca“. Un fatto che “potrebbe sollevare interrogativi sulla piena adeguatezza del suo background rispetto alle specifiche esigenze della banca in questa fase”.

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.