“Avevamo detto che sarebbe successo. Così è pericoloso”: la rabbia dei piloti di F1 dopo il botto di Bearman a 308 km/h
“Era solo questione di tempo prima che succedesse”. Carlos Sainz è stato diretto come al solito nel commentare l’incidente che ha fatto uscire Oliver Bearman malconcio da Suzuka. Il pilota della Haas ha sbattuto contro le barriere a 308 chilometri orari con una forza d’impatto di oltre 50G. Un botto duro che per fortuna non ha provocato fratture all’inglese, ma ha aperto la questione sicurezza sulla Formula 1 della ricarica.
Bearman è finito fuori all’entrata della curva Spoon del tracciato giapponese per evitare Colapinto che stava andando molto più lento di fronte a lui. Nessuna penalità per l’argentino dell’Alpine perché non è stata colpa di una manovra del pilotam ma del funzionamento del nuovo regolamento di Formula 1. Colapinto stava facendo il famigerato Superclipping per ricaricare energia per poi sprigionarla sul rettilineo che porta alla 130R, mentre Bearman stava facendo l’esatto contrario, ovvero stava liberando tutta l’energia per guadagnare velocità.
A differenza delle qualifiche, in cui il pilota che è in un giro lento deve spostarsi dalla traiettoria ideale per dar strada a quello dietro, in gara – se non è in fase di doppiaggio – non deve farlo. Per cui si sono trovati sulla stessa striscia a velocità completamente diverse. Era il grande rischio sicurezza ed è accaduto. Colapinto ha parlato dell’incidente e ha spiegato come in quel tratto fosse sei decimi più lento di Bearman che arrivava. Un’eternità. Il 20enne britannico ha provato a scartare sulla sinistra ma una volta messe le ruote sull’erba ha perso il controllo della macchina.
“Per fortuna che Suzuka è un circuito permanente e le vie di fuga sono ampie – ha commentato Carlos Sainz, sempre tra i più caldi nell’esporsi – ma se fosse successo a Baku, Singapore o Las Vegas dove i muri sono vicini? Avevamo avvertito Fia e Fom che sarebbe successo. Vanno presi dei provvedimenti immediati”. Chiaro che la decelerazione sull’erba ha diminuito un po’ la velocità prima di arrivare alle barriere, ma è altrettanto chiaro come se ci fosse stato un muro subito lì vicino le conseguenze per Bearman sarebbero state ben più gravi.
Anche Max Verstappen, il nemico numero uno di questa nuova F1, ha parlato dell’accaduto: “Non è possibile che ci sia un pilota lento e quello dietro arriva come se avesse il fungo di Maio Kart. Ci sono differenze di 50-60 km/h. È pericoloso”
Proprio Colapinto nella prima gara dell’anno aveva evitato questa patata bollente alla Fia. A Melbourne, in partenza Liam Lawson era rimasto piantato in griglia per problemi durante la procedura di start e l’argentino se lo trovò letteralmente in faccia: lo evitò facendo una manovra di riflessi paurosa. Pauroso come poteva essere l’incidente. Pauroso come lo è stato quello di Bearman in Giappone. Ora la Federazione ha un mese di tempo per studiare correttivi perché qui non si tratta più solo di divertimento o gradimento per queste nuove regole e dinamiche. Qui si parla di sicurezza.