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Furlani vince l’argento, ma il racconto è incredibile: “Un lago di vomito”

Il campione del salto in lungo, che ha conquistato un'altra medaglia ai Mondiali indoor di Torun, ha svelato il malessere che lo ha colpito la notte prima di scendere in pedana
Furlani vince l’argento, ma il racconto è incredibile: “Un lago di vomito”
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Mattia Furlani torna dai Mondiali indoor di Torun con una medaglia d’argento che conferma il suo status tra i migliori saltatori al mondo, ma anche con il racconto di una notte complicata, segnata da un malessere fisico che ha rischiato di compromettere la gara. L’azzurro, secondo con 8.39 alle spalle del portoghese Gerson Baldé (8.46), ha descritto senza filtri le ore precedenti alla finale: “Sono molto fiero di quella che è stata una fantastica giornata”, ha spiegato, sottolineando però come “ci ho creduto anche un po’ poco, perché stanotte è stato un lago di vomito”. Un’immagine forte, che restituisce la misura delle difficoltà affrontate prima di scendere in pedana.

Nonostante le condizioni precarie, Furlani è riuscito a gestire la gara: “Sono contento di come è andata e di come l’ho gestito”, ha aggiunto. Il contesto rende ancora più significativo il risultato. “È fantastico dopo le ultime settimane che non sono state facili per me”, ha proseguito Furlani, ricordando di essere rientrato “da un periodo di influenza” e di aver “dato due volte di stomaco” nella notte precedente alla gara.

La soddisfazione, però, non cancella l’ambizione. “Mi sento grato, perché ho fatto un ottimo lavoro, ma allo stesso tempo c’è da lavorare ancora su molte cose”, ha spiegato, ribadendo come “l’obiettivo era confermarsi e difendere il titolo, inutile nasconderlo, ma ogni gara è a sé”. Furlani è entrato quindi nel merito degli aspetti tecnici: “Il quinto salto è il mio salto ma ho bisogno di lavorare su alcuni dettagli”, ha detto, evidenziando la necessità di migliorare “anche sullo stacco” per arrivare alla massima forma. E il rammarico resta: “Mi dispiace perché se fossi stato al massimo della forma forse potevo fare meglio”.

Anche il salto migliore lascia spazio a margini di crescita: “In quel salto, se avessi preso più centimetri alla pedana, ero sugli 8,50 e anche la chiusura non è stata il massimo”. Ma il bilancio resta positivo: “È importante tirare fuori le unghie al momento che conta: questa è stata una tappa bellissima, di crescita”. Infatti, lo sguardo di Furlani è già rivolto al futuro: “Sono pronto ormai per certe misure che diventano l’obiettivo per la stagione all’aperto”.

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