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Esplode un casolare nel Parco degli Acquedotti: morti due anarchici del “gruppo Cospito”. L’ipotesi di un ordigno

Le due vittime sono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone. Aperta un'inchiesta: secondo gli investigatori, stavano preparando un ordigno
Esplode un casolare nel Parco degli Acquedotti: morti due anarchici del “gruppo Cospito”. L’ipotesi di un ordigno
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La prima ipotesi investigativa è che le due vittime stessero fabbricando un ordigno, che è scoppiato nelle loro mani. Questa mattina a Roma due persone sono state trovare morte dopo l’esplosione di un casolare nel Parco degli Acquedotti, zona Capannelle. Si tratta di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, componenti del gruppo anarchico di Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto al 41 bis dal 2022. La procura di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta, per il momento senza indagati. Nel pomeriggio una prima informativa è arrivata negli uffici della procura a piazzale Clodio. Nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia.

La struttura esplosa è nota come Casale del Sellaretto e si trova all’altezza del civico 221 di via delle Capannelle. Alcuni testimoni avrebbero udito un’esplosione nella serata di giovedì proveniente dalla zona, ma nessuno si sarebbe avvicinato al luogo per verificare l’accaduto. Solo questa mattina, venerdì 20 marzo, una delle tante persone impegnate nel fare jogging nel parco, si è avvicinata al rudere, facendo scattare l’allarme. La polizia e i carabinieri hanno formato un lungo cordone di sicurezza per vietare il passaggio nell’area ed effettuare verifiche e rilievi del caso.

Il corpo di Alessandro Mercogliano presentava segni di bruciature e la mutilazione di un braccio, il che ha avvalorato la tesi per cui stesse maneggiando un ordigno, mentre Sara Ardizzone sarebbe morta a causa del crollo seguito all’esplosione. A confermare la dinamica sarebbero anche i primi rilievi effettuati sul rudere: il tetto si sarebbe sollevato per la forte esplosione per poi crollare in un secondo momento. A identificare le due vittime avrebbero contribuito anche i tatuaggi sui corpi. Proprio Sara Ardizzone aveva letto in aula il proclama pro-Cospito durante l’ultimo processo a carico del militante anarco-insurrezionalista e terrorista.

Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal pool di magistrati che si occupano di terrorismo. Gli investigatori ipotizzano che Mercogliano e Ardizzone stessero preparando un attacco. Tra le piste al vaglio, quella che l’ordigno che stavano assemblando al momento dell’esplosione, fosse destinato a un’attentato da compiere nelle prossime settimane. Non si esclude che tra gli obiettivi potessero esserci la ferrovia, poco distante dal ‘Casale del Sellaretto’, dove si è verificata l’esplosione, e qualche sede del gruppo Leonardo, oltre a un possibile rilancio della campagna a sostegno dell’anarchico Cospito, che a maggio terminerà appunto il regime di detenzione al 41bis. Presa in considerazione anche l’ipotesi dell’azione dimostrativa prima del maxi corteo del 28 marzo prossimo, ‘Together. Contro i re e le loro guerre’ e ‘pro Askatasuna’ in programma a Roma.

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