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Casolare nel Parco degli Acquedotti, le vittime sarebbero due anarchici, morti per un ordigno che stavano fabbricando

Le due vittime dovrebbero essere Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, componenti del gruppo anarchico di Alfredo Cospito e la loro morte sarebbe stata causata da un'esplosione involontaria
Casolare nel Parco degli Acquedotti, le vittime sarebbero due anarchici, morti per un ordigno che stavano fabbricando
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L’esplosione di un casolare aveva causato la morte di due persone nel Parco degli Acquedotti, zona Capannelle, a Roma. Inizialmente si era pensato alla morte di due senza fissa dimora, ma le indagini hanno scoperto che l’esplosione potrebbe essere stata causata dall’involontaria accensione di un ordigno prodotto da due anarchici, morti mentre fabbricavano la bomba.

Sul luogo, fin dalle 9 di questa mattina, erano state impegnate le forze della Squadra di Tuscolano II 12/A con il Nucleo Cinofili, il Nucleo Usar ed il Nucleo GOS con il Funzionario di Guardia per escludere l’eventuale presenza di altre persone nella struttura al momento del crollo. Si era fin da subito pensato alla tragica morte di due clochard, giunti nel casolare per rifugiarsi, ma la trama, spiegata da Repubblica e Corriere, sarebbe molto più fitta e intricata: le due persone morte dovrebbero essere Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, componenti del gruppo anarchico di Alfredo Cospito e la loro morte sarebbe stata causata dall’esplosione involontaria di un ordigno che stavano fabbricando.

La struttura è nota come Casale del Sellaretto e si trova all’altezza del civico 221 di via delle Capannelle. Il corpo dell’uomo presentava segni di bruciature e la mutilazione di un braccio, il che ha avvalorato la tesi per cui stesse maneggiando un ordigno, mentre la donna sarebbe morta a causa del crollo seguito all’esplosione. A confermare la dinamica sarebbero anche i primi rilievi effettuati sul rudere: il tetto si sarebbe sollevato per la forte esplosione per poi crollare in un secondo momento. A identificare le due vittime avrebbero contribuito anche i tatuaggi sui corpi. Proprio Sara Ardizzone aveva letto in aula il proclama pro-Cospito durante l’ultimo processo a carico del militante anarco-insurrezionalista e terrorista.

Le forze di polizia e i vigili del fuoco sono ancora sul luogo per eseguire una serie di rilievi per verificare la dinamica dell’esplosione. Alcuni testimoni avrebbero udito un’esplosione nella serata di giovedì proveniente dalla zona, ma nessuno si sarebbe avvicinato al luogo per verificare l’accaduto. Solo questa mattina, venerdì 20 marzo, una delle tante persone impegnate nel fare jogging nel parco, si è avvicinata al rudere, facendo scattare l’allarme. La polizia e i carabinieri hanno formato un lungo cordone di sicurezza per vietare il passaggio nell’area e assicurare tutte le verifiche e i rilievi del caso.

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