Musica

“Giustifichiamo i massacri contro lo ‘straniero’, negandogli la terra col castigo divino. Siamo assuefatti. Per fortuna la Gen Z lotta in tutto il mondo”: il ritorno dei Subsonica con “Terre Rare”

“Terre rare” è un gioiellino che si incastona nell'attuale panorama musicale italiano. Sono tante le influenze sonore del Medio Oriente, oggi tristemente attuale per le guerre, che si incastrano perfettamente con lo stile e la storia di una delle band italiane più longeve

di Andrea Conti

"Eravamo disadattati, ora abbiamo un posto al mondo" - 2/2

Trent’anni insieme in musica ma anche come esseri umani: “Guardando i video e le foto di allora si vede chiaramente il passaggio del tempo – ha osservato Ninja -. Ci sono persone che non ci sono più e oggetti di cui si è persa la memoria. Eppure, quando abbiamo provato i primi pezzi nuovi, ho avuto una sensazione fortissima di contemporaneità. Il legame che abbiamo costruito è talmente profondo da annullare il tempo”.

Casacci ha aggiunto: “Percepiamo chiaramente la differenza tra un percorso solista e uno condiviso. Da soli forse non saremmo mai arrivati a esperienze come quella di Essaouira. Trent’anni insieme non sono facili, è un legame ancora più complesso di quello familiare, ma è proprio l’incastro delle fragilità individuali a renderlo solido. Da soli, forse, non avremmo avuto la forza di arrivare fin qui”.

“Fare musica è un posto sicuro. – ha spiegato Boosta – Il rischio esisterebbe se scegliessimo di fare qualcosa che non siamo. Qui c’è il desiderio di mettere insieme tutto ciò che si è stratificato negli anni: sono passate ere geologiche. Siamo sempre stati noi, fin dall’inizio, predatori di influenze e di suoni”.

Samuel ha confermato: “Quando ci siamo incontrati eravamo tutti un pò disadattati, e stare insieme ci ha permesso di condividere ed esorcizzare i nostri demoni. Abbiamo trovato un modo di stare al mondo. Questi sono i Subsonica”.

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