“Epstein mi mandò a Saint Tropez sullo yacht di Mohamed Al Fayed: lì ha abusato di me”
“Potresti avere una buona occasione qui; quest’uomo è molto influente. Dovresti incontrarlo.” L’assistente di Jeffrey Epstein mandava spesso messaggi di questi tipo alle ragazze che orbitavano nella rete del predatore sessuale americano. Questa volta, però, stando al racconto della vittima che solo oggi ha trovato il coraggio di denunciare, il personaggio al quale sarebbe stata offerta era Mohamed Al Fayed. I fatti, emersi attraverso una intervista rilasciata al Times, risalirebbero al 1997, ai tempi nei quali l’imprenditore egiziano era saldamente alla guida dei suoi ricchi affari ed il mondo lo conosceva per essere il padrone di Harrods, i grandi magazzini di lusso di Londra e dell’hotel Ritz di Parigi.
Al Fayed non è nuovo a denunce per abusi e violenze, dopo la sua morte, avvenuta nel 2023 all’età di 94 anni, sono almeno 400 le donne che hanno dichiarato di essere state sue vittime. La Metropolitan Police di Londra ha avviato indagini nei suoi confronti in una vasta operazione denominata Cornpoppy che sta portando avanti anche in collaborazione con la polizia francese che, a sua volta, ha aperto un’inchiesta nel novembre del 2024.
L’anno al quale fa riferimento la denuncia di quest’ultima vittima, una ex modella che ha messo in connessione Al Fayed con Jeffrey Epstein, è lo stesso in cui Lady Diana veniva inseguita dai paparazzi in una vacanza in barca con il figlio di Mohamed, Dodi. La principessa del Galles nel luglio del 1997 si trovava spesso a bordo del panfilo ormeggiato al largo di Saint Tropez, in Francia. “Aveva traccia di ovunque mi trovassi” ha raccontato la donna al quotidiano inglese. “Che fossi in Spagna, in Germania, a Londra o a Parigi lui lo sapeva”. Si erano conosciuti quando lei era ancora minorenne e, stando al suo racconto, sarebbe finita “sotto al suo controllo” quasi immediatamente. Questo dettaglio aiuterebbe a spiegare come la gestione dei suoi spostamenti fosse adattata anche alle richieste degli “amici” di Epstein.
La sua fedele assistente, infatti, seguendo le ricostruzioni di come la portò davanti a Mohamed Al Fayed, avrebbe rilevato la sua presenza in Europa e con un veloce cambio di programma l’avrebbe messa su un aereo diretto a Saint Tropez. La trappola per ricevere sempre un “sì” come risposta a queste “missioni sessuali” era quella collaudata e valida per molte delle vittime: “Questa persona ti potrà aiutare nella tua carriera”. Con queste parole e false promesse, le giovani, fragili, finivano in pasto ai predatori sessuali frequentati da Epstein senza opporre troppa resistenza.
Il silenzio durato anni oggi si sarebbe spezzato nell’istante in cui la vittima, rimasta anonima, avrebbe finalmente collegato la faccia di Al Fayed al suo nome. Il milionario era molto noto altrove, ma non nel suo paese e sarebbero state delle foto pubblicate su una rivista on line lo scorso novembre ad illuminarla. “Quanto ho visto quella foto sono stata certa al 100% che fosse lui” ha riportato il quotidiano britannico. Sul panfilo, avrebbe poi aggiunto, non sarebbero stati presenti né Lady Diana né Dodi, ma ci sarebbe stato il fratello di Mohamed, Salah Fayed. L’aiuto per la sua carriera non arrivò mai e ciò che ricorda oggi sono le due ore passate su quello yatch: “Ebbi la sensazione di essere lì solo per fare felice Epstein”.
I suoi ricordi sembrano ancora molto nitidi quando racconta anche che incontrava chiunque Epstein volesse, “così da avere la sua approvazione”. Nei file pubblicati dal Dipartimento di Giustizia americano figurano pagamenti da circa seimila euro, che Epstein avrebbe inviato nel 2006 al conto di Al Fayed e legati alla Harrods Aviation, una società che si occupava di jet privati e servizi VIP negli aeroporti. Epstein usava gli scali inglesi di Luton e Stansted per fare atterrare il suo aereo privato, il Lolita Express, e proprio lì si sta concentrando la polizia inglese, insieme a quella americana, per verificare l’eventuale passaggio di ragazze e soprattutto di minorenni. Epstein amava anche frequentare la piscina dell’hotel Ritz in compagnia “di giovani donne”, come riportato da alcuni media francesi e alcune email del 2011 ancora dimostrano come abbia fatto diversi pagamenti al centro benessere del lussuoso hotel parigino, un tempo di proprietà di Al Fayed.