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“Mi sono sempre identificato in Quasimodo, il gobbo di Notre-Dame. È un personaggio che ha avuto poco dalla vita a livello fisico e si rifugia nel mentale…”: così Riccardo Cocciante

Il cantautore ha presentato il suo nuovo album al Corriere della Sera. In questi giorni il suo nome era stato fatto come concorrente per Canzonissima ma è arrivata la smentita: "Sono ospite speciale, che è molto diverso…"

di Redazione FqMagazine
“Mi sono sempre identificato in Quasimodo, il gobbo di Notre-Dame. È un personaggio che ha avuto poco dalla vita a livello fisico e si rifugia nel mentale…”: così Riccardo Cocciante

“Non sarò concorrente, sono ospite speciale, che è molto diverso…”: così Riccardo Cocciante ha chiarito la sua partecipazione a Canzonissima, la riedizione dell’amatissimo programma che tornerà su Rai1 con la conduzione di Milly Carlucci. Inizialmente dato come concorrente, l’autore di canzoni come “Se stiamo insieme” ha precisato: “A quest’età non mi sembra il caso di mettermi in concorso… Non l’ho fatto per Sanremo, dove andrei come ospite, non vedo perché dovrei farlo per Canzonissima”.

Il cantautore ha parlato al Corriere della Sera anche del suo nuovo album, in uscita dopo 21 anni dal precedente, “Ho vent’anni con te“: “È una raccolta di pezzi scritti nel tempo, messi da parte e selezionati: è il succo di quello fatto in tutto questo tempo. Non ho mai pensato di lasciare la canzone”. Nella lunga intervista si parla anche di un brano, “Personaggi di un romanzo“, che cita titoli di classici della letteratura come “Cime tempestose” e “Guerra e pace”. Ma in quale personaggio di un romanzo si identifica lui? “Mi sono sempre identificato in Quasimodo di Notre-Dame de Paris di Hugo, ma non perché ne ho tratto un’opera. È un personaggio che ha avuto poco dalla vita a livello fisico, non pretende niente e si rifugia nel mentale per andare oltre questo mondo. Quando ero giovane ero rinchiuso in me stesso, non mi esprimevo…”, le parole di Cocciante.

“Una volta ero un cavallo irriverente, oggi sono più riflessivo”

Il cantautore ha parlato anche del nuovo tour, in partenza a giugno: “La potenza c’è sempre, canto alla stessa maniera, ma devo accettare che il registro sia un po’ sceso. Una volta ero un cavallo irriverente, oggi sono più riflessivo. Ero un ragazzo pieno di protesta dentro, oggi quell’elemento non c’è più e godo solo della bellezza della musica. Con questo tour ho iniziato anche a cantare in piedi”. Un passaggio anche sull’ultimo Sanremo, condotto da Carlo Conti: “Non l’ho seguito molto, mi sembra che ci sia stato un eccesso di proposte ritmiche e rap. Non sono nostalgico, ma mi sembra che il pubblico voglia ritrovare la musica melodica. E nel live vedo una ritrovata voglia di ascoltare musica suonata davvero, senza basi, come faccio nel mio tour”.

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