Viaggi

Valle d’Aosta: un weekend alternativo sulla neve all’insegna di storia, natura e buona tavola

C’è una montagna dolce tra le vette aguzze del tetto d’Europa, un territorio di vigneti, castelli e vestigia romane, crocevia di persone e culture sin dalla notte dei tempi. E poi l’alta quota, dove immergersi nel candore dell’inverno ciaspolando, alla scoperta di paesaggi silenziosi e antiche miniere

Testo di Elena Bittante
Castello di Aymavilles, una tappa di gusto e di benessere - 2/2

Castello di Aymavilles, una tappa di gusto e di benessere - 2/2

Per una fuga fuori porta, a soli 20 minuti dal centro, da non perdere il Castello di Aymavilles, incredibile esempio di eclettismo valdostano: una struttura enciclopedica che unisce il rigore medievale della sua genesi al gusto barocco: le quattro torri circolari incorniciano le facciate ricche di stucchi settecenteschi, e gli interni inglobano antichi muri portanti del XIII secolo ad espansioni architettoniche e decori ottocenteschi. Un incredibile mix frutto delle iniziative dei diversi membri della famiglia Challant che nel corso dei secoli adattarono l’edificio alle esigenze e al gusto delle epoche. All’ultimo piano, mirabile il soffitto ligneo del Quattrocento, una coreografia di travi poste ad incastro perfetto, un vero e proprio capolavoro ingegneristico. Dopo la visita, da non perdere il piacere di ammirare il castello che si staglia sul belvedere alpino dalla terrazza panoramica della Cantina sociale “Cave des Onze Communes”, dove concedersi una degustazione con i migliori vini della regione (durante la stagione invernale all’interno della bubble room trasparente posizionata sulla terrazza). Scoprirete il terroir dei vini di montagna che uniscono il frutto di diversi produttori, vigneti dislocati in ben undici comuni. Sapori autentici che rispolverano usanze antiche, come la proposta “miniera”, vino affinato in vasche di granito come il rosso Torrette Supérieur, o il bianco Petite Arvine.

Il legame al territorio è il comune denominatore di tanti produttori perché la tradizione è un valore aggiunto e la natura che li circonda un dono. Tutto il resto è intraprendenza che prende forma, visione e direzione come Alpiflora della localita di Hône, azienda valdostana a conduzione familiare specializzata in cosmesi naturale alpina che punta tutto sulla ricerca della qualità e del benessere partendo dal recupero e dalla valorizzazione delle piante prataiole e selvatiche per arrivare al prodotto finito, sulle note aromatiche delle erbe officinali.

La Thuile, museo a cielo aperto

La Thuile è rinomata per il vasto comprensorio internazionale per lo sci alpino, ma è anche un luogo d’eccezione dal punto di vista storico e culturale, nota sin dall’epoca degli antichi Romani. Da qui passava la Via delle Gallie, la plurimillenaria strada che conduce oltralpe attraverso il Colle del Piccolo San Bernardo. Il resto lo regala la natura che abbraccia il piccolo centro, da esplorare ciaspolando lungo i numerosi sentieri, una bellissima occasione per immergersi nei boschi ammantati di neve in questo periodo dell’anno, ma anche per scoprire le tracce dell’uomo sul territorio. Il consiglio è quello farsi accompagnare da una guida alpina qualificata. Per l’occasione, noi siamo stati affiancati da un professionista originario della Ciociaria, Alberto Miele, a prova che l’amore per la montagna non conosce latitudine, e abbiamo seguito il suggestivo sentiero delle miniere, uno dei numerosi che intrecciano la valle, incontra l’antica fortificazione dei Savoia conosciuta come “i trinceramenti del Principe Tommaso”, e rispolvera il passato più recente della località, un tempo nota per l’estrazione del carbone e dell’argento. Quelle che oggi sono infrastrutture abbandonate dal 1966, fecero per molti decenni la fortuna di La Thuile, e tanto nella cittadina parla ancora di questo mondo ipogeo.

Per approfondire il genius loci della località, da non perdere La Maison-Musée Berton, ricca esposizione del collezionismo valdostano donata dai fratelli Berton al comune: circa 200 pezzi originali d’artigianato che attraversano le epoche, e più di 4.000 libri, buona parte dei quali di letteratura valdostana. Stanze come sale, ma con tutta l’umanità di una casa che racchiude orgoglio e identità locale. Tutto sembra familiare a La Thuile, anche la ristorazione viene fatta con passione, come le dolcezze di Chocolat, storica pasticceria del centro dove il cioccolato si fa prezioso in decine di varianti e l’assaggio è un rituale (da provare la “Tometta di La Thuile”), così i piatti della tradizione del Ristorante Pizzeria La Grotta, nel cuore della cittadina, e quelli di La Lisse, dove il menù valdostano rivela tutto il carattere dei piatti di montagna. Anche l’ospitalità rispecchia la tradizione, ma con il comfort di un soggiorno moderno, come la proposta di Le Miramonti Hotel & Wellness. Qui l’atmosfera è calda e accogliente, e le camere sono caratterizzate da tanto legno chiaro. Sembra quasi di sentirlo il profumo del bosco.

Precedente
Precedente
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione