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“La cabinovia di Socrepes è completata”: l’annuncio alla fine dei Giochi (per i quali serviva). Ma il cantiere è ancora aperto

Simico annuncia la fine dei lavori dell'impianto che doveva servire per i Giochi: palla passa ad Ansfisa. Ma le foto de "La Voce di Cortina" mostrano cantiere aperto e cabine da installare
“La cabinovia di Socrepes è completata”: l’annuncio alla fine dei Giochi (per i quali serviva). Ma il cantiere è ancora aperto
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È disfida a Cortina sull’opera olimpica più contrastata e controversa dopo la pista da bob. Il guanto è stato lanciato il 5 marzo dal giornale on line “Voci di Cortina”, che segue scrupolosamente le disavventure infrastrutturali dei Giochi invernali. Ha pubblicato le fotografie (che pubblichiamo più in basso) dello stato del cantiere della cabinovia ancora aperto e senza cabine installate. Si possono vedere i ponteggi, le gru, le attività non concluse. “Alla data del 5 marzo, a due giorni dall’inizio delle Paralimpiadi, questo è lo stato di avanzamento lavori alla cabinovia Apollonio Socrepes, opera voluta da Simico attraverso la gestione commissariale in quanto ritenuto ‘impianto necessario per la gestione dei flussi di spettatori e atleti durante le gare dei Giochi olimpici e Paralimpici invernali Milano-Cortina 2026’”. Il testo si conclude con una domanda provocatoria: “Le Olimpiadi sono passate e le Paralimpiadi sono alle porte: sarà pronto l’impianto come promesso”.

L’annuncio di Simico

La risposta è arrivata nella serata di apertura delle Paralimpiadi, da Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 (Simico), braccio operativo del ministero di Matteo Salvini. Contiene l’annuncio di fine-lavori, con toni piuttosto enfatici. “Si sono ufficialmente conclusi ieri (5 marzo 2026, ndr) i lavori della Cabinovia Apollonio Socrepes. Dopo i nulla osta tecnici ricevuti da Ansfisa, il documento di fine lavori e il collaudo statico sanciscono a tutti gli effetti il completamento dell’impianto funiviario”. Viene aggiunto: “Gli interventi, realizzati secondo i più elevati standard tecnici del settore, hanno riguardato la costruzione dell’impianto, l’ottimizzazione dei sistemi tecnologici e il potenziamento delle componenti di sicurezza, con l’obiettivo di garantire un servizio sempre più efficiente, affidabile e confortevole per tutti gli utenti e funzionale alla mobilità di Cortina”.

Le foto? Dimostrano altro

Simico mostra certezze anche sullo sviluppo futuro: “Da oggi Ansfisa (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali) procederà con i collaudi e le verifiche tecniche previste dalla normativa vigente. Si tratta di un passaggio fondamentale e previsto dall’iter autorizzativo, volto a certificare il pieno rispetto di tutti i requisiti di sicurezza. Al completamento positivo di tutte le verifiche previste, l’impianto sarà aperto e messo a disposizione della comunità”. Le fotografie di “Voci di Cortina” e il testo del comunicato di Simico sembrano attestare due verità diverse. La società dice di aver concluso i lavori, ma le immagini testimoniano che non è così, anche perché le cabine da installare sono 50, per una capacità oraria di 2.400 persone, e giacciono in cantiere. In ogni caso non serviranno per le Paralimpiadi, che si concluderanno domenica 15 marzo.

I dubbi di Ansfisa

Il progetto della cabinovia era inserito nel Piano olimpico finanziato dal governo come project-financing proposto da privati, per un valore di 135 milioni di euro, che prevedeva il collegamento dei versanti del Faloria e delle Tofane, con attraversamento di Cortina grazie anche a un tapis roulant e costruzione di un parcheggio vicino al cimitero di Cortina. Lo scorso anno Simico stralciò da quel progetto la sola cabinovia (35 milioni di euro) e cercò di realizzarla in grande fretta per consentire il trasporto degli spettatori alle gare dello sci alpino femminile delle Olimpiadi. A luglio 2025, dopo che un’asta di gara era andata deserta, il cantiere fu assegnato a un raggruppamento di imprese, capitaniate dalla società Graffer. Il versante di Mortisa, dove sono stati collocati 10 piloni, è soggetto a una frana. Per questo Ansfisa ha sollevato osservazioni critiche e previsto 14 prescrizioni, ribadite anche dal parere di immunità di frana firmato il 5 gennaio scorso dalla Regione Veneto. Solo con il rispetto delle prescrizioni l’impianto può essere approvato.

L’ultimatum di Simico

A confermare che l’iter fosse tutt’altro che concluso ci aveva pensato il 5 febbraio Ansfisa, rispondendo a una richiesta dell’onorevole Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera dei Deputati. “Alla data odierna all’Agenzia non risultano presentate né le certificazioni CE dei componenti di sicurezza, né la dichiarazione di fine dei lavori da parte del Direttore dei Lavori, propedeutiche alla richiesta di verifiche e prove”. L’Agenzia spiegava che avrebbe potuto verificare la completezza della documentazione tecnica e sciogliere riserve e richieste di integrazione “non prima di acquisire agli atti la Dichiarazione del direttore dei lavori… l’istanza di verifiche e prove funzionali… e comunque a seguito di consegna anticipata da parte della Società Esercente l’impianto”. Tanto era bastato a Zanella per commentare: “La cabinovia è una grande beffa. Ci rivolgeremo all’Autorità Nazionale Anticorruzione e alla Corte dei Conti: era stata annunciata per l’inizio dell’evento, ma non sarà disponibile neanche per la sua fine, mentre il costo iniziale di 22 milioni è lievitato a 35 milioni. Ne chiediamo conto a Simico”. Un mese dopo, Simico annuncia che la dichiarazione di fine lavori è stata firmata, assieme al collaudo statico previsto da una legge del 1980. Solo adesso Ansfisa potrà verificare se, dopo i nulla osta parziali, può essere concesso quello definitivo per la messa in esercizio. Ma prima di quel momento le cabine devono essere installate e l’impianto deve dimostrare di reggere tutto il carico.

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