Umberto Brindani è l’attuale direttore del settimanale Gente, ma anche un volto tv, spesso ospite in diversi programmi sia Rai sia Mediaset. In queste ore, un suo post sta facendo il giro dei social, perché si tratta di un racconto professionale e umano che inizia con una frase molto netta, che dà una direzione precisa: “Triturato dai Falsissimo di Corona, Alfonso Signorini si è dimesso da direttore editoriale di Chi, dopo aver mollato anche il GF. Nel suo lungo e mieloso editoriale d’addio sull’ultimo numero di Chi, a un certo punto scrive: ‘Ringrazio i tre direttori che sono stati un faro per la mia crescita professionale: Silvana Giacobini, Carlo Rossella, Pietro Calabrese’. Tralasciamo quella virgola tra ‘direttori’ e ‘che’ (l’accuratezza nella scrittura non è mai stata un suo punto di forza), ma forse manca qualcosa? O qualcuno? Vediamo”.
Brindani racconta allora di essere stato il successore di Silvana Giacobini alla guida del “settimanale mondadoriano”. Ancora: “Con Carlo Rossella ho lavorato a lungo e fui anche per qualche anno suo condirettore a Panorama: grande esperto di Esteri, scrittura fluida, spiritosissimo, uomo di relazioni e, in definitiva, un geniaccio. Con Pietro Calabrese, che purtroppo è scomparso diversi anni fa, non ho mai lavorato, ma ricordo la sua gentilezza e la sua disponibilità nel darmi una mano quando arrivò in Mondadori al posto di Rossella: io dirigevo Chi e ogni tanto ci scambiavamo opinioni e suggerimenti”.
“Ecco chi manca nei ringraziamenti di Signorini: il sottoscritto”
Poi arriva l’affondo diretto ad Alfonso Signorini: “Quindi? Ah, ecco chi manca nei ringraziamenti di Signorini: il sottoscritto. Aridaje: se ne era già dimenticato nella recente celebrazione dei 30 anni del settimanale. Si vede che proprio non gli entra in testa. O forse ha cancellato dalla memoria l’anno e mezzo che abbiamo passato insieme, io alla direzione e lui alla vicedirezione di Chi. Si chiama damnatio memoriae e, in un certo senso, anche alla luce degli ultimi avvenimenti, quella dimenticanza dovrei considerarla quasi una medaglia. Ma siccome sono innamorato della verità dei fatti, ecco come sono andate le cose. Un piccolo ‘insider’ su come funziona il mondo editoriale”.
Brindani racconta quindi il percorso fatto dall’ex conduttore del Grande Fratello, che “sotto la Giacobini, a un certo punto si ritrovò a spasso, per motivi a me sconosciuti. Rossella e io lo recuperammo a Panorama, come collaboratore esterno a singhiozzo. Ci serviva la sua già allora enorme rete di contatti con il mondo del gossip (…). Poi Alfonso, sempre da freelance, approdò in tv alla corte di Piero Chiambretti come ‘lookologo’ ed ebbe un buon successo. Al punto che, sempre Rossella e io, dedicammo ai due una copertina, stavolta un po’ più memorabile, soprattutto per il titolo che mi inventai: ‘I rimbambini'”.
“Mi chiamarono a dirigere Chi, pensai di chiamare Signorini”
Nel 2004 Brindani passò alla direzione di Gente, mentre Signorini continuò a essere un collaboratore “non assunto” a Panorama (“anche quando Rossella cedette il passo a Calabrese. Insomma, con nessuno dei tre direttori ‘ringraziati’ ebbe un vero, formale rapporto di lavoro: una se ne liberò, gli altri due lo sfruttarono come contributor esterno”). Nel 2005, dopo le dimissioni di Giacobini, Brindani venne chiamato a dirigere Chi e gli venne l’idea di dire al manager Nini Briglia, di Mondadori, di prendere proprio Signorini: “Lui rispose: ‘Ci abbiamo già pensato, anzi gli abbiamo già parlato: vorrebbe venire come condirettore’. Malefico Briglia. Ci rimasi un po’ male: ma come, mi avevano già preparato la sorpresa? Ribattei: ‘Nini, condirettore è troppo, lo prendo come vice e vediamo come va, poi semmai più avanti lo promuoviamo. Non preoccuparti, glielo spiego io'”.
Signorini accettò e la collaborazione iniziò con “risultati di vendita eccezionali”. Prima di iniziare, Signorini si tirò fuori “dal cast di personaggi che erano seguiti da Lele Mora (figuravano la sua foto e il suo nome sul sito della LM Management)”. Nel 2006 Brindani venne chiamato anche a dirigere Tv Sorrisi e Canzoni, mentre la direzione di Chi passò a Signorini.
“Dopo un paio d’anni, con il giornale che reggeva benissimo (1.070.000 copie diffuse), mi licenziarono, di botto. Il giorno prima avevo incontrato in bagno Signorini, che era direttore di Chi. Lavandoci le mani, mi sussurrò: ‘Stai attento, stanno succedendo delle cose…’. Quali? ‘Non posso dirtelo’. Lo scoprii di lì a 24 ore: io cacciato, lui nominato anche direttore di Sorrisi (che nei tre mesi successivi, giusto per gradire, perse 300 mila copie). Da allora, diciamo che il rapporto tra noi si incrinò leggermente… Io ricominciai a lavorare a testa bassa, prima a Oggi e, da tre anni, di nuovo a Gente. Lui spiccò il volo verso una luminosa carriera di megadirettore, conduttore televisivo, regista teatrale, scrittore e, soprattutto, potente tra i potenti d’Italia. Fino alla recente, rovinosa caduta. Questa è la storia. Morale della favola: mi spiace sinceramente di non essere stato citato tra i direttori ringraziati, ma forse dovrei esserne orgoglioso”.