Nei fiumi dei Los Llanos venezuelani, lungo il Río Apure (uno dei principali affluenti del grande Orinoco), i pescatori locali utilizzano una tecnica tradizionale tanto spettacolare quanto rischiosa per catturare i piranha. Protagonista è soprattutto il Pygocentrus cariba, specie nota per l’aggressività e molto diffusa in queste acque.
La pericolosa tecnica di pesca dei piranha
Il metodo non prevede canne da pesca né reti. I pescatori salgono su lunghe canoe e, una volta raggiunto il punto prescelto, si mettono in equilibrio sui bordi stretti dell’imbarcazione, spesso a piedi nudi. In mano tengono un grosso pezzo di carne, di solito costine di manzo, che viene immerso nell’acqua senza mollare la presa. Bastano pochi secondi perché il richiamo del sangue scateni la ‘furia’ di decine di piranha che si precipitano sull’esca con una foga tale da far ‘ribollire’ l’acqua a pochi centimetri dai piedi del pescatore. Quindi il pescatore solleva il pezzo di carne, ormai coperto di piranha intenti ad addentare senza sosta che vengono riversati all’interno della canoa.
Una tecnica virale
È qui che la scena diventa ancora più rischiosa. Con i piranha che si agitano sul fondo della barchetta, il pescatore è costretto a restare in equilibrio sui bordi per evitare di mettere i piedi tra i pesci. Cadere in acqua o perdere l’equilibrio significherebbe esporsi ai morsi di un branco in piena eccitazione alimentare. L’operazione viene ripetuta più volte, e a ogni sollevamento l’imbarcazione si riempie sempre di più di acqua e pesci, appesantendosi e avvicinando pericolosamente il pescatore alla superficie del fiume. Proprio per la sua spettacolarità, questa tecnica ha iniziato a circolare ampiamente online, con diversi video diventati virali sui social. In alcune zone si è trasformata anche in una sorta di dimostrazione per i visitatori: i pescatori la mettono in scena per mostrare da vicino l’impressionante aggressività dei piranha caribe.
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