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Il patron di TelePordenone ucciso a sprangate in casa: “Una mattanza”. Un sospettato in Questura

Mario Ruoso, 87 anni, ammazzato nella propria abitazione mentre si preparava a uscire di casa: un'aggressione brutale, secondo i soccorritori
Il patron di TelePordenone ucciso a sprangate in casa: “Una mattanza”. Un sospettato in Questura
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Mario Ruoso, 87 anni, fondatore e patron di TelePordenone, è stato ucciso brutalmente nella propria abitazione, colpito più volte alla testa con un corpo contundente. La vittima è stata ritrovata nel pomeriggio di mercoledì nella propria abitazione, un attico al settimo piano di un palazzo a Pordenone, di fronte alla rivendita di auto di sua proprietà, Garage Italia. A trovare il corpo è stato il nipote di Russo, che aveva allertato le forze dell’ordine dopo che aveva provato, senza successo, a contattare telefonicamente l’imprenditore. All’entrata dell’abitazione, gli inquirenti e i soccorsi si sono ritrovati di fronte a quella che hanno descritto come “una mattanza“, secondo fonti attendibili.

Il sopralluogo è iniziato circa alle 16.30 ed è stato condotto dal medico legale Antonello Cirnelli con il supporto della polizia scientifica, giunta anche da Padova. I controlli sul cadavere sono durati oltre tre ore. Secondo le parole del procuratore Pietro Montrone, la morte risalirebbe a qualche ora prima del ritrovamento della vittima: è avvenuta con tutta probabilità tra le 7 e le 8 del mattino. Non è stata ancora ritrovata l’arma del delitto, nonostante le ricerche siano state condotte oltre che nell’abitazione della vittima, anche nelle aree circostanti. Al momento non risultano testimoni oculari.

Gli investigatori, coordinati dal procuratore Montrone e dal sostituto Federica Urban, non escludono al momento alcuna ipotesi, ma intanto stanno già analizzando i filmati delle videocamere di sorveglianza, per trovare elementi che possano aiutare le indagini. È subito scattata la caccia all’uomo e, giovedì mattina, un sospettato è stato portato in Questura: al momento non è formalmente in stato di fermo. Secondo quanto filtra dagli ambienti investigativi, il sospettato sarebbe uno storico collaboratore della vittima. Secondo gli investigatori, il movente dietro l’omicidio potrebbe essere quello economico.

Secondo le indagini Ruoso, poi sorpreso dal suo assassino, sembrava essere pronto ad uscire di casa per raggiungere il salone di auto, in cui passava quasi quotidianamente. Secondo le prime ricostruzioni e verifiche, la brutale aggressione sarebbe iniziata con un colpo sferrato da un oggetto contundente privo di scanalature come una spranga o qualcosa di simile. Nella caduta successiva al colpo inferto, l’imprenditore avrebbe battuto la testa contro lo spigolo di un mobiletto dell’abitazione. L’assassino avrebbe poi infierito sul corpo esanime della vittima con numerosi colpi alla testa, fino a provocarne la morte. L’estate scorsa era stata data alle fiamme la sua auto e l’imprenditore aveva parlato di “sistema mafioso”.

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