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“Io e Pieraccioni non ce la siamo sentita di andare a Sanremo 2026 da Conti. Quel palco è una brutta bestia, se sbagli sei rovinato per mesi”: così Giorgio Panariello

Il comico rivela: "Se sbagli una battuta sei rovinato per mesi". Intanto debutta come doppiatore nel film Disney Pixar "Jumpers"

di Redazione FqMagazine
“Io e Pieraccioni non ce la siamo sentita di andare a Sanremo 2026 da Conti. Quel palco è una brutta bestia, se sbagli sei rovinato per mesi”: così Giorgio Panariello

Dalle gag che si sono succedute alla vigilai del Festival di Sanremo 2026, lo sbarco di Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni sul palco dell’Ariston per “torturare” l’amico fraterno Carlo Conti, sembrava cosa fatta. Poi qualcosa è cambiato ed è lo stesso Panariello a raccontarlo a Il Messaggero: “Se andavamo io e Leonardo, si saliva sul palco, si buttava giù il Conti e già quella era una gag. S’eran trovati già mille modi per torturarlo”.

E ancora: “Ma Leonardo non se l’è sentita e alla fine nemmeno io. Da solo non ci sarei mai andato, perché quel palco è una brutta bestia: ci sono passato (è stato conduttore e direttore artistico al Festival di Sanremo 2006, ndr). Adesso è anche peggio, con i social hai sempre il fiato sul collo”.

“Se sbagli a dire una cosa, se ti scappa una battuta e magari ferisci qualcuno, sei rovinato per mesi.- ha continuato – Questa manifestazione non è più come ai tempi di Nada, che si parlava solo di musica. Ora c’è troppa pressione mediatica. E finché resta così, è difficile che i comici, in particolare, abbiano voglia di salire su quel palco. È un’arma a doppio taglio”.

Nel frattempo l’agenda di Giorgio Panariello è piena di impegni. L’attore, infatti, arriva al cinema domani 5 marzo con Tecla Insolia come doppiatore del nuovo film Disney Pixar “Jumpers – Un salto fra gli animali” e riprenderà il tour del suo spettacolo “E se domani…”.

“Il film rispecchia molto quello che viviamo – ha dichiarato Panariello all’AdnKronos – C’è il male attorno a noi, qualcuno che vuole distruggere tutto, e quando la cattiveria diventa così forte la comunità si stringe per reagire. Mabel diventa la Giovanna d’Arco degli animali dello stagno: senza di lei probabilmente si sarebbero lasciati andare“.

Il film mette in scena un ecosistema dove la rassegnazione è una regola non scritta. “Una delle regole dello stagno è ‘quando devi mangiare, mangià. Il castoro, se vede il bruco mangiato da un uccello, non si spaventa: quella è la vita – ha spiegato Panariello -. Si adattano. Ma Mabel dice ‘no, stringiamoci insieme e combattiamo il malè”. Tra regole infrante e certezze che crollano, Re George cerca di mantenere l’armonia con poche norme semplici. Ma Panariello non vede molti Re George nella realtà: “Magari ce ne fossero. Oggi basterebbe che le regole venissero rispettate“. Il suo sguardo sul presente è disincantato: “Tutto quello che fino a ieri erano convinzioni e certezze non c’è più. Non so nemmeno se ci sia qualcuno che controlla che tutto funzioni all’interno di una democrazia: ognuno ormai fa gli affari suoi”.

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