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Quando Trump accusava di continuo Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”

Il predecessore non attaccò mai Teheran e riuscì comunque a vincere le presidenziali del 2012. E le elezioni di midterm perviste a novembre fanno aumentare i sospetti che l'intervento di Trump sia una scelta strategica
Quando Trump accusava di continuo Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva predetto, fin dal 2011, che l’allora presidente Usa Barack Obama avrebbe attaccato l’Iran per “salvare la faccia” o per ottenere un vantaggio alle urne. Ma Obama non attaccò mai l’Iran e, invece, oggi il via ai raid è stato ordinato proprio dal presidente repubblicano, che il prossimo novembre sarà impegnato nelle elezioni di midterm, che lo vedono al momento indietro nei sondaggi.

Il 3 luglio 2011 Trump aveva pubblicato un tweet scrivendo: “Barack Obama attaccherà l’Iran in un futuro non troppo lontano, perché questa scelta lo aiuterà per le prossime elezioni“. E aveva poi rincarato la dose un anno dopo: “Come vi avevo predetto, Obama sta preparando un attacco all’Iran da sferrare subito prima di novembre“. Il 16 agosto 2012 accusava nuovamente il presidente allora in carica di voler attaccare Teheran per un successivo guadagno alle urne. Donald Trump era poi stato smentito dai fatti, perché l’ex presidente democratico non aveva autorizzato raid contro l’Iran e aveva comunque vinto le elezioni tenutesi a novembre 2012, ottenendo la riconferma nel ruolo di presidente degli Stati Uniti per il secondo mandato.

Risulta così curioso che l’attacco recente all’Iran, sferrato da Stati Uniti e Israele, giunga a pochi mesi dalle elezioni di midterm: l’appuntamento, a due anni dalle elezioni presidenziali, è un importante banco di prova per il governo americano. Secondo un sondaggio di metà febbraio 2026 di Washington Post-Abc-Ipsos, il 60% degli americani non approva l’operato di Donald Trump. Solo il 20% degli americani si dichiara favorevole alle incursioni militari scelte dal presidente come strategia per forzare cambiamenti in altri Stati. Sarebbe curioso sapere se ancora oggi il tycoon ritenga che un attacco all’Iran possa favorire – da un punto di vista elettorale – il presidente in carica, che questa volta è lui.

L’11 novembre 2013 Trump concludeva la serie di attacchi social diretti a Barack Obama, sottolineando in un tweet che la possibile scelta dell’attacco ai danni dell’Iran, da parte dell’ex presidente democratico, era solo la conferma della sua “sostanziale incapacità nei negoziati diplomatici”. Risulta ironico che l’inizio dei raid contro Teheran sia arrivato proprio durante i colloqui con l’Iran per ridurre le scorte di uranio arricchito tenute dal paese mediorientale.

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