Nei cinema italiani è avvenuto … un miracolo! Secondo quanto riportano i dati Cinetel per la giornata di lunedì 2 marzo 2026, a trionfare letteralmente al box office non sono stati i campioni d’incassi Cime tempestose o Scream 7, bensì Sacro Cuore – Il suo regno non avrà mai fine, un docudrama francese diretto da Steven e Sabrina Gunnell, in cui si celebra il 350esimo anniversario delle apparizioni del Cuore di Gesù e di Santa Margherita Maria Alacoque a Paray-le-Monial, in Borgogna, avvenute tra il 1673 e il 1675. I numeri di questo successo fulminante ed estemporaneo parlano chiaro: 266mila euro d’incassi per quasi 34mila spettatori in un solo giorno. Dietro, ma molto dietro, c’è Scream 7, l’horror distribuito dalla corazzata Eagle, che raccoglie 102mila euro per poco meno di 13mila spettatori. Al terzo posto c’è Cime tempestose, altro kolossal Warner, che sfiora i 99mila euro per 13.504 spettatori.
Scorrendo la classifica, troviamo anche titoli italiani che hanno macinato buoni numeri nelle settimane passate, come Le cose non dette di Muccino (ieri 12mila euro), la commedia Agata Christian – Delitto sulle nevi (10.800 euro) e Lavoreremo da grandi (9.800 euro). Non è difficile quindi fare le proporzioni: per mettere insieme il ricavo di Sacro Cuore ci vogliono circa gli incassi degli altri cinque titoli in classifica che lo seguono.
Ci sono parecchi dettagli da analizzare in questo “caso”. Intanto, la conferma che il sistema ad uscita circoscritta e limitata a pochi giorni e spettacoli, con posti prenotati, inaugurato con molto acume diversi anni fa da distributori come Nexo Digital (ricordate i film evento sui pittori?), è ancora una formula vincente. Pensate che ieri Sacro Cuore era presente in 118 sale, mentre solo Cime tempestose e Scream 7 ne avevano rispettivamente 586 e 357. Sono numeri paradossali e incredibili, che dimostrano come la strategia di una distribuzione mirata, magari da un distributore non tradizionale, abbia un appeal di non poco conto, che travalica il generico interesse per i film distribuiti in maniera tradizionale.
Poi, per Sacro Cuore, c’è un altro particolare importante da analizzare, più, come dire, spirituale. Il docudrama è distribuito in Italia da Dominus Production Group, una società di produzione e distribuzione cinematografica, nonché casa editrice, che distribuisce film e opere legate al cristianesimo e al cattolicesimo in ogni sua forma. La sua fondatrice è Federica Picchi, attuale sottosegretaria ai Giovani e allo Sport della Regione Lombardia, ex manager nel campo bancario e aziendale internazionale, che, come ha spiegato in diverse interviste, si è aperta alla fede in Cristo sul finire del primo decennio del Duemila.
Dominus Production, fondata nel 2010, ha distribuito in Italia documentari su diverse sante cattoliche e fiction su vicende più spinose, come Sound of Freedom, il film di Alejandro Monteverde, prodotto da Mel Gibson e interpretato da Jim Caviezel sul traffico sessuale di bambini in Colombia, diventato punto di riferimento per diversi passaggi delle teorie di QAnon. Insomma, il mondo cattolico per le produzioni cinetelevisive rimane un bacino di utenza molto remunerativo e presente.
Basti pensare che la stessa strategia mirata di distribuzione in specifiche sale è stata adattata negli stessi giorni (dal 2 al 4 marzo) da Lucky Red per il decennale di Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. Il film è distribuito in 164 sale (un terzo in più di Sacro Cuore), ma ha raccolto il 2 marzo poco più di 2mila spettatori per 15mila euro d’incassi.