Fedez e Marco Masini alla vigilia della Finalissima di questa sera del Festival di Sanremo 2026 hanno incontrato la stampa. Fedez ha anche spiegato la sua sul Referendum e sul fatto che per par condicio non se ne possa parlare al Festival: “Ne ho parlato diffusamente nel mio podcast invitando Gratteri, Colombo e Di Pietro. Una canzone è meno esaustiva di un podcast, la politica tra l’altro è una delle mie passioni ed è per questo che ho un podcast. Se mi hanno fatto firmare un foglio per non parlarne? Sì, lo abbiamo fatto tutti, immagino riguardi la par condicio. Altri ne hanno comunque parlato? E allora che caxxo l’abbiamo firmato a fare?”.
“Io sono contento di come quest’anno si stia riuscendo ad andare oltre la mia vita,- ha continuato Fedez – sto cercando di rimettere al centro la musica, consapevole degli errori commessi in passati. Non posso cambiare il passato, mi concentro su quello che sarà. Marco ha una tecnica particolare per trasmettere calma prima di salire sul palco: parlare di calcio. In questa esperienza di Festival sono diventato un esperto di Fiorentina. Prima della prima serata, io chiedevo di prepararci e lui mi ha detto ‘Forza Viola’. Nella seconda serata avevamo il direttore sportivo della Fiorentina Paratici nel dietro le quinte e Marco mi ha detto che dovevamo fare una bella figura quella sera”.
E ancora: “Marco nella sua carriera ha subito delle vessazioni ingiustificate. Sono rimasto veramente scioccato dalla calma serafica che Marco ha dietro le quinte, per osmosi è riuscito a trasmetterla a me, che ho sempre percepito il peso di questo palcoscenico. Sono contento di come sono riuscito a godermi sempre più il peso di questo palcoscenico. Ho letto un virgolettato condiviso tra me e Marco, dove avremmo detto che siamo diversi ma ci unisce la sofferenza per la cattiveria e l’odio subito. Questa cosa non è mai stata detta perché questa è una cosa che potrebbe dire Marco, io non mi ci ritrovo in questa cosa”.
In merito alla barre lette ieri durante la cover di “Meravigliosa Creatura” di Gianna Nannini (“quanto è bello baciarsi poco prima di sgretolarsi me l’hai sempre detto è meglio prepararsi al peggio”, “volevano controllarci ma è più facile distrarci tutto questo vuoto” e “ti chiedo scusa spero che la porta non rimanga sempre chiusa”), Fedez ha chiarito: “Non do la spiegazione di ciò che scrivo, perché poi ognuno è libero di interpretare e molto spesso l’interpretazione è giusto che rimanga libera. Ho scritto queste barre, pensando al tema della libertà. Quindi è una canzone pensata alla libertà, quindi non c’è alcun tipo di riferimento alle mie relazioni pregresse, però mi rendo cioè ognuno vede quello che vuole“.
Emozionato Marco Masini: “Ieri eravamo primi su Spotify. A 61 anni. Io sono triste perché non ho figli e non posso farli sentire orgogliosi. Ho cantato per la prima volta negli anni Ottanta ‘Si può dare di più’ come traccia guida, vengo dallo studio di Bigazzi, dal pulire le tastiere e fare il garzone, vengo da gente come Mia Martini, Raf, Tozzi, oggi a 61 anni sono primo su Spotify? È un miracolo. Mi sento l’uomo più felice del mondo“.