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“Urlava che avrebbe ammazzato mia mamma, mia sorella e portato via mia nipote. Ci minaccia da un anno ma è ancora libero”: il creator Leo Mel mostra i segni dell’aggressione

In base a quanto riferito dal giovane e alle denunce presentate l’uomo indicato come responsabile sarebbe l’ex compagno della sorella

di Redazione FqMagazine
“Urlava che avrebbe ammazzato mia mamma, mia sorella e portato via mia nipote. Ci minaccia da un anno ma è ancora libero”: il creator Leo Mel mostra i segni dell’aggressione

Da circa un anno il creator e modello noto sui social come “Leo Mel” e la sua famiglia riceverebbero minacce di morte, aggressioni e tentativi di estorsione. Lo racconta online e lo conferma in un’intervista a Fanpage.it. In base a quanto riferito dal giovane e alle denunce presentate, che la testata afferma di aver visionato, l’uomo indicato come responsabile sarebbe l’ex compagno della sorella.

La denuncia sui social

Il caso è diventato pubblico dopo un video diffuso su Instagram dallo stesso creator: ripreso dall’ospedale e con ferite evidenti al volto, racconta di essere stato colpito la sera del 22 febbraio sul pianerottolo dell’abitazione dei familiari. “Se la giustizia fosse giusta lui sarebbe già stato ai domiciliari”, afferma nel filmato, sostenendo che non sarebbero stati adottati provvedimenti come il divieto di avvicinamento o il braccialetto elettronico. E aggiunge alla testata con sede a Napoli: “Alla fine chi vive in prigione siamo noi”.

La ricostruzione dell’aggressione

Secondo la sua ricostruzione, quella sera avrebbe ricevuto un messaggio della madre: “Ho F****o fuori dalla porta di casa”, che segnalava la presenza dell’ex compagno della sorella sotto l’abitazione. Raggiunto il luogo, avrebbe trovato l’uomo che “urlava che avrebbe ammazzato mia mamma, ammazzato mia sorella e portato via la bambina”, la nipote del modello che ha cinque anni e che non è figlia dell’indagato. Il creator sostiene di aver documentato parte della scena con un video poi consegnato agli inquirenti: “Ormai mi sento in dovere di raccogliere prove ogni volta, perché sembra che non siano mai abbastanza”.

Dopo un confronto sulle scale, l’uomo lo avrebbe colpito al volto prima di allontanarsi. “Sono rimasto fermo solo per rimanere dalla parte del giusto e avere la denuncia possibile”, racconta. All’arrivo delle forze dell’ordine, l’aggressore non sarebbe più stato presente; il modello si sarebbe quindi recato in ospedale per le cure e avrebbe sporto una nuova denuncia.

Una situazione insostenibile

Gli episodi, secondo quanto dichiarato, si ripeterebbero praticamente ogni mese da marzo 2025. L’ex compagno della sorella avrebbe inoltre precedenti penali. La polizia avrebbe già fermato tre aggressioni, “ma poi ci sono le 12 ore di tempo che la legge consente di tenerlo in stato di fermo e poi lo lasciano libero e aggiungono il verbale a un fascicolo che è già pieno di altri verbali”, è lo sfogo del creator, che da un anno sente di vivere in gabbia e ha dovuto rivedere la propria vita rinunciando anche ad alcuni opportunità lavorative per assicurarsi di stare vicino ai familiari in caso di necessità.

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