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“Un signore mi ha sferrato con una forza inaudita un pugno tra la mandibola e l’orecchio solo perché ho difeso due donne”: la disavventura di Sal Da Vinci che è a Sanremo 2026

Dal bambino prodigio che a sette anni già incantava il pubblico pagante al doppio Disco di Platino conquistato grazie alla viralità social di “Rossetto e caffè”, Sal Da Vinci torna all’Ariston con “Per sempre sì”, una promessa d’amore che profuma di matrimonio e tradizione partenopea

di Andrea Bressan
L’INFANZIA DA “SCUGNIZZO STRAPPACUORE” - 2/4

L’INFANZIA DA “SCUGNIZZO STRAPPACUORE” - 2/4

L’artista era un enfant prodige, uno “scugnizzo strappacuore”, tanto che all’età di sette anni, aveva debuttato davanti a un pubblico pagante. Nel 1976 aveva esordito nella musica, incidendo, in duetto con suo padre, il brano “Miracolo ‘e Natale”, da cui è stata tratta una sceneggiata omonima. L’anno successivo, inoltre, era arrivato il debutto a teatro, sempre in compagnia di Mario Da Vinci. A nove anni, l’artista aveva recitato nel film “Figlio mio sono innocente!” ed in “Napoli, storia d’amore e di vendetta”. È del 1982, invece, l’incisione del primo album di Sal Da Vinci, dal titolo “O’ Guappo ‘Nnamurato”.

Ma tra teatro, cinema e musica, è proprio sul canto che l’artista ha voluto dedicarsi maggiormente. Nel 1992 aveva partecipato al concorso “Una voce per Sanremo”, trasmesso all’interno di “Domenica In”, con Toto Cotugno e Alba Parietti. Nel 2004, aveva collaborato con Gigi D’Alessio, Gigi Finizio e Lucio Dalla per la canzone “Napule”, poi inserita nel disco “Quanti amori” dello stesso D’Alessio. Si arriva, poi, alla prima e, ancora per pochi giorni, unica partecipazione al Festival di Sanremo, come concorrente, con il brano “Non riesco a farti innamorare”, durante la kermesse condotta da Paolo Bonolis, nel 2009.

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