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“Un signore mi ha sferrato con una forza inaudita un pugno tra la mandibola e l’orecchio solo perché ho difeso due donne”: la disavventura di Sal Da Vinci che è a Sanremo 2025

La storia di Sal Da Vinci, dalla sua infanzia come 'scugnizzo strappacuore' alle vicende personali, fino al ritorno a Sanremo 2026

di Andrea Bressan
“Un signore mi ha sferrato con una forza inaudita un pugno tra la mandibola e l’orecchio solo perché ho difeso due donne”: la disavventura di Sal Da Vinci che è a Sanremo 2025

La rissa e le minacce di morte per un vassoio di dolci, la “rapina brutale” ai danni del figlio Francesco, con tanto di tre pistole puntate alla testa, e la hit estiva “Rossetto e Caffè”. Sal Da Vinci, con la canzone “Per sempre sì”, potrebbe essere una delle sorprese del Festival di Sanremo 2026. Il cantante, dopo il terzo posto ottenuto alla sua prima partecipazione, nel 2009, con il brano “Non riesco a farti innamorare” e, a seguito dell’esibizione nella serata dei duetti dello scorso anno, dove ha cantato, insieme ai The Kolors, la sua “Rossetto e Caffè”, è pronto (con buona probabilità) a mandare in tilt il televoto della kermesse. Nella serata delle cover, il cantante si esibirà con Michele Zarrillo sulle note di “Cinque Giorni”.

Salvatore Michael Sorrentino, per i più Sal Da Vinci, nasce nel 1969 a New York, perché suo padre, Mario, un importante interprete della sceneggiata napoletana (un genere di rappresentazione popolare che unisce la recitazione al canto), era impegnato in una tournée negli Stati Uniti quando la moglie, Nina, era entrata in travaglio. Sin dall’infanzia, Da Vinci cresce immerso nella cultura musicale, cinematografica e teatrale napoletana, tanto che, pur di vedere il padre all’opera, “mi infilavo nei teatri e andavo a trovarlo”, aveva detto Sal Da Vinci al professor Vincenzo Schettini in “La fisica dell’amore”.

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