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“Quando mio figlio aveva la meningite pregavo la Madonnina: se lo salvi smetto di cantare. Stavo per giurare, poi…”: quando Sal Da Vinci raccontò il suo voto

Il cantante in gara al Festival con "Per sempre sì" aveva raccontato a "Repubblica" i momenti più duri della propria vita: dalle difficoltà economiche ai problemi di salute dei figli

di Redazione FqMagazine
“Quando mio figlio aveva la meningite pregavo la Madonnina: se lo salvi smetto di cantare. Stavo per giurare, poi…”: quando Sal Da Vinci raccontò il suo voto

Da quando è salito sul palco del teatro Ariston, Sal Da Vinci è stato tra i big di Sanremo 2026 più applauditi. Merito anche di una performance molto muscolare e un ritornello che si appiccica in testa per non uscirne più. Per sempre sì, questo il titolo del pezzo in gara, “racconta la promessa più grande che due anime possano farsi” ha fatto sapere a FQMagazine. Un sì a cui non è sempre facile tener fede. Soprattutto quando una coppia attraversa delle tempeste. Ci vuole impegno, pazienza e dedizione: “Ma se è sì ci devi credere, la promessa si mantiene”, le sue parole a Repubblica nel dicembre 2025.

I momenti difficili di Sal Da Vinci

Proprio in quell’occasione aveva ripercorso i propri momenti difficili, quelli che rischiano di far vacillare i rapporti di molti. “Ho vissuto periodi in cui non avevo neanche la possibilità di compare il latte per i miei figli” ha raccontato. Sal Da Vinci, però, ha perseverato, “e sono sopravvissuto”.

Il voto mancato

Altri due i momenti particolarmente complicati: “Quando mia figlia Annachiara è nata con un brutto angioma alla carotide e quando mio figlio Francesco si è ammalato di meningite“. In particolare, quando Francesco stava male, Sal Da Vinci era pronto a un voto: “Pregavo la Madonnina del reparto, all’ospedale Santobono: se lo salvi smetto di cantare. Stavo per giurare e mi hanno chiamato per firmare, dovevano fargli la puntura lombare. E Dio lo ha salvato”.

L’importanza di una promessa

Forte di queste prove superate, Sal Da Vinci ora è a Sanremo per cantare il valore della promessa, “soprattutto nei tempi in cui viviamo, che le promesse sono un pochino così evanescenti – ha detto ai nostri microfoni -. Questa volta cerco di raccontare l’amore in un modo che non era stato mai fatto a Sanremo. E allora dietro tutto questo c ‘è la promessa del progettare, mettere le fondamenta di un ipotetico futuro“, conclude.

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