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“Piangevo e puzzavo, l’ha fatto perché voleva essere sessualmente attraente”: lancia feci e urina addosso ai passanti, 30enne condannato a 3 anni di carcere

Il cittadino viennese, 30enne, è stato condannato a 3 anni di carcere per il lancio di escrementi

di Redazione FqMagazine
“Piangevo e puzzavo, l’ha fatto perché voleva essere sessualmente attraente”: lancia feci e urina addosso ai passanti, 30enne condannato a 3 anni di carcere

In Austria, un uomo è stato condannato a 3 anni di carcere per aver lanciato feci e urina sui passanti. I fatti risalgono alla primavera dello scorso anno, quando a Vienna il 30enne ha iniziato a raccogliere escrementi da un bagno chimico di un cantiere a cui aveva accesso e li lanciava principalmente contro le donne per strada o sui mezzi pubblici. Secondo quanto riporta Fanpage, le vittime accertate sono 14. Gli inquirenti locali hanno raccolto le testimonianze delle persone. Una ragazza ha dichiarato: “Mi ha colpito sulla spalla. Ho urlato. Piangevo e puzzavo. È stato terribile” Un’altra donna ha rilasciato una testimonianza simile: “Sono stata colpita direttamente sugli occhiali da sole. C’era una puzza orribile. L’odore era acre”. Alcune delle vittime hanno temuto che, dato l’odore, l’uomo avesse lanciato dell’acido.

Il 30enne è stato sottoposto a una perizia psichiatrica, che ha accertato che l’uomo soffre di un disturbo combinato di personalità che lo rende pericoloso. Per questo motivo, le autorità hanno ordinato il ricovero in un ospedale psichiatrico. “Il suo più grande desiderio era essere un uomo desiderabile e sessualmente attraente” ha spiegato il perito psichiatrico in tribunale che, però, ha descritto l’aggressore come un soggetto capace di intendere e di volere. L’imputato si è scusato per le aggressioni ma ha dichiarato di aver lanciato gli escrementi solamente contro 4 persone, a fronte delle 14 che hanno sporto denuncia. Al momento, non è chiaro che cosa contenessero realmente le boccettine. I liquidi, infatti, non sono mai stati analizzati. L’avvocato ha difeso il 30enne dichiarando che il suo assistito ha lanciato un mix di feci di cane e acqua. L’accusa sostiene che nelle boccette ci fossero feci e urina di un bagno chimico. Il cittadino viennese è stato condannato a 3 anni di carcere senza possibilità di libertà vigilata.

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