Crime

Emanuela Orlandi, Chi l’ha visto mostra un appunto inedito della Polizia: “Ho chiesto a suor Dolores, la ragazza misteriosa era Laura Casagrande”

Ieri, nel corso di “Chi l’ha visto” sono stati aggiunti nuovi elementi sugli ultimi attimi in cui la Orlandi è stata vista in vita, rimessi in fila dalla giornalista Federica Sciarelli, alla luce delle nuove indagini su un’amica di Emanuela

di Alessandra De Vita
Emanuela Orlandi, Chi l’ha visto mostra un appunto inedito della Polizia: “Ho chiesto a suor Dolores, la ragazza misteriosa era Laura Casagrande”

Il mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi è tutto lì, in quel predatore che il 22 giugno del 1983 l’avvicina davanti al Senato con la scusa di farle fare un lavoretto per l’Avon pagato bene, anche troppo. Lei è una ragazzina e chissà cosa sogna di comprare con quei 375mila lire. Quell’uomo non è stato mai rintracciato o identificato ma ha fatto intanto sparire la cittadina vaticana di cui non si hanno notizie da 43 anni. Ieri, nel corso di “Chi l’ha visto” sono stati aggiunti nuovi elementi sugli ultimi attimi in cui la Orlandi è stata vista in vita, rimessi in fila dalla giornalista Federica Sciarelli, alla luce delle nuove indagini su un’amica di Emanuela che frequentava la sua stessa scuola di musica da cui scomparve quel pomeriggio senza lasciare traccia.

Gli ultimi minuti di Emanuela

Quel pomeriggio, Emanuela Orlandi viene inghiottita lungo i pochi metri che separano la scuola di musica “Ludovico da Victoria” in piazza Sant’Apollinare dalla fermata dell’autobus in corso Rinascimento, davanti al Senato. Tutto accade poco dopo le sette di sera, in una manciata di minuti. Quattro anni dopo, le sue compagne di scuola, le stesse con cui esce dall’istituto, verranno intervistate da Corrado Augias in “Telefono Giallo”. Una di loro, Laura Casagrande, è ora indagata per false dichiarazioni ai pm e l’inchiesta è tutt’ora in corso. Di quei momenti cruciali ripercorriamo i passi. Per farlo, ci affidiamo alle interviste dell’epoca mandate in onda ieri da “Chi l’ha visto”. Nel 1987, un’altra allieva del Da Victoria, Raffaella Monzi, dichiara davanti alle telecamere che Emanuela quel giorno arrivò in ritardo a lezione “E ci sembrò strano, lei era molto puntuale”. “Arrivò in aula affannata perché aveva fatto scale di corsa”: è sempre Raffaella che parla. Poi c’è la testimonianza del vigile urbano Alfredo Sambuco, in servizio davanti al Senato (dove a Emanuela fu tesa la trappola) che ha dichiarato di aver visto un uomo con la valigetta targata Avon parlare con questa ragazzina. Aveva parcheggiato la sua Bmw verde tundra sul marciapiede tant’è che il vigile gli disse di spostarsi.

Suor Dolores e la ragazza misteriosa

Suor Dolores non c’è più, è morta da anni ma quando venne intervistata all’epoca ricordava bene che “Emanuela Orlandi chiese di uscire prima da scuola per telefonare a casa”. Come ormai è risaputo, a casa la Orlandi non trovò sua madre ma la sorella Federica a cui chiese di poter accettare quel lavoretto così allettante. La ragazza ne parlò anche con Raffaella Monzi: le chiese un consiglio sul da farsi mentre uscivano da scuola insieme. “Mi sembrò eccessiva le dissi, fa un po’ tu”, fu la risposta dell’amica. E poi c’è Laura Casagrande che 11 giorni dopo la scomparsa andò in questura con sua madre perché a casa loro arrivò una telefonata da parte di chi diceva di avere in mano Emanuela. A prendere la telefonata fu sua madre che passò quelli che “Si credeva fossero dei terroristi internazionali a sua figlia, una bambina di 14 anni che con calma scrisse tre pagine sotto dettatura. Ma era solo una ragazzina. Potrei pensare che quella telefonata non c’è mai stata in realtà”, dichiara il fratello di Emanuela Pietro Orlandi a Chi l’ha visto. Le due ragazze ogni tanto prendevano il 64 insieme, quel giorno Emanuela avrebbe dovuto prendere il 70 per raggiungere sua sorella Cristina davanti al “Palazzaccio”, con cui i romani chiamano la Cassazione. C’è ancora un’altra amica, Mariagrazia Casini: l’ultima forse ad aver visto in vita Emanuela. Dalle sue testimonianze sappiamo che la vide alle 19, davanti alla fermata del 70. Lei poi su quell’autobus salì ma Emanuela “rimase ferma dove si trovava, in attesa di qualcuno. Trovai il suo atteggiamento molto teso, impaziente, mi salutò distrattamente. Era insieme a un’altra ragazza poco più bassa di lei, con i capelli corti e ricci”. Le due ragazze non salirono quel giorno sul bus, stavano aspettando qualcuno? E chi è la ragazza misteriosa?

Un nuovo appunto della Polizia

Il primo agosto del 1983, un agente della squadra mobile della Polizia, sezione 1, scrive un promemoria. “Per oltre 40 anni queste carte della Questura non sono mai confluite nel fascicolo della Procura”, spiega la Sciarelli ma adesso salta fuori grazie alle nuove indagini che hanno portato all’iscrizione della Casagrande nel registro degli indagati. Da quest’appunto emerge un pezzo fondamentale del macabro puzzle: “Ho interpellato telefonicamente suor Dolores per sapere se la ragazza (alla fermata dell’autobus con Emanuela, ndr) fosse stata identificata. La suora mi ha riferito di aver fatto visionare le schede scolastiche all’allieva Mariagrazia Casini che ha riconosciuto in Laura Casagrande la ragazza in compagnia di Emanuela alla fermata”. Cosa accadde dopo questa dichiarazione? Suor Dolores convocò la Casagrande e le chiese se fosse lei con Emanuela quel giorno. La ragazza le rispose di essersi recata alla fermata con Emanuela e di averla lasciata lì, dopo pochi minuti, per proseguire per Corso Vittorio, dove avrebbe preso il 64.

Le tre versioni

Da questa ricostruzione emerge ancora più chiaramente perché negli anni, le versioni rese da Laura Casagrande non coincidono. Il 4 agosto 1983 disse cose diverse ai Carabinieri, ovvero di essere andata di corsa alla fermata del bus da sola, vedendo che il gruppo di amici, tra cui Emanuela, alle sue spalle. Disse di essersi affrettata per rientrare verso casa perché il gruppo si attardava a parlare. Non disse di essersi intrattenuta con la Orlandi ma di averla vista da lontano, mentre veniva raggiunta da tutto il gruppetto di amici. Poi, non vedendola più, chiese a un amico dove fosse finita Emanuela (per quale motivo, verrebbe da chiedersi) ma lui non seppe dirle niente. “Mi sono girata diverse volte per vedere se il gruppo si era mosso e ho appurato che Emanuela era 20 metri dietro di me con tutti altri. Mi sono rigirata e ho visto solo gli amici: Emanuela non c’era più”. Questa è dunque la seconda versione completamente diversa da quella data a Suor Dolores. La commissione di inchiesta Orlandi-Gregori nei mesi scorsi l’ha interrogata e le ha chiesto se avesse mai avuto i capelli ricci e scuri: “Sì, ho fatto la permanente ma successivamente a questi fatti, forse quell’estate o quella dopo”.

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