Carlo Conti - 2/9
Non c’è un guizzo, non c’è una sorpresa. Nemmeno un sussulto, un pizzico di entusiasmo. Non si assiste a uno spettacolo brutto ma a uno show dalla curva piatta. Per chi fa televisione, se possibile, è ancora peggio. La sfilata di canzoni si alterna con gag forzate e scritte male. Carlo Conti è un professionista che non si discute, il suo curriculum merita rispetto ma il Festival non è “Tale e Quale Show” che si può condurre con il pilota automatico. La ricerca del ritmo, in una corsa contro il tempo, toglie le sporcature che pure sono necessarie in un grande show. La bistecca è la musica (che sembra meno di qualità rispetto al passato) e lo spettacolo finisce per essere un contorno insapore che non sazia nessuno. Manca la rottura, anche comica, e il Festival da “normalizzato” finisce per diventare “anestetizzato”. Il mestiere c’è ma serve una scossa. Voto 7