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“Non sono gli eventi a determinare la tua vita, ma la lente con cui li guardi. I problemi sono inevitabili, ma il loro significato lo decidi tu”: Fedez su X

Il rapper milanese ha pubblicato un post nella giornata di ieri, prima del suo ingresso all'Ariston

di Redazione FqMagazine
“Non sono gli eventi a determinare la tua vita, ma la lente con cui li guardi. I problemi sono inevitabili, ma il loro significato lo decidi tu”: Fedez su X

Non sono gli eventi a determinare la tua vita, ma la lente con cui li guardi“. Inizia così il post di Fedez pubblicato ieri su X, a poche ore dalla prima serata di Sanremo 2026. Il rapper milanese è salito sul palco dell’Ariston per la terza volta in carriera, l’ultima lo scorso anno con la canzone “Battito”.

Fedez (all’anagrafe Federico Lucia) non era solo davanti alla platea dell’Ariston. Insieme a lui, infatti, c’è Marco Masini, alla decima partecipazione al Festival. I due portano in gara il brano “Male necessario”. E nel posto pubblicato a poche ore dalla prima esibizione si legge: “I problemi sono inevitabili, ma il loro significato lo decidi tu. Come sarebbe il mondo se scomparissero le ombre? Privo di profondità, perché è l’ombra a definire la luce”. E ancora: “Proprio come ogni padre è al tempo stesso veleno e antidoto per il proprio figlio, ogni quiete ha bisogno della sua tempesta. Ad un fiore non serve un giardino, a volte basta una crepa. Perché a volte è necessario attraversare il male per arrivare al bene”. E infine un saluto: “Ci vediamo questa sera a Sanremo!“.

Negli scorsi giorni, il papà di Leone e Vittoria ha postato alcune foto su Instagram (in cui sono ritratti anche i bimbi di spalle) con una lunga descrizione. Fedez ha scritto: “L’anno scorso, prima di salire sul palco di Sanremo, ripetevo sempre una frase: “Sapete cosa succederà? Quello che deve succedere”. In quel momento tutto sembrava sfuggirmi di mano, ma quelle parole mi ricordavano una verità semplice e liberatoria: non tutto è sotto il nostro controllo e non ha senso tormentarsi per ciò che ci sfugge. Avevo le mie parole e la mia musica. Solo quelle. E bastavano. Quel viaggio, partito con i peggiori presupposti, si è trasformato in una delle esperienze più belle e cariche di senso della mia vita. Perché a volte il viaggio conta infinitamente di più della meta. E alla fine non sappiamo mai, sul momento, cosa sia davvero “bene” o “male” per noi. I periodi più duri, più incasinati, più spaventosi sono spesso quelli che, col tempo, diventano i ricordi più preziosi“.

E infine: “Esattamente un anno dopo, eccomi di nuovo qui. Valigia pronta e la stessa frase che mi ronza in testa. Senza quel periodo di buio non sarebbe mai nata Battito. E senza Battito non sarebbe nata la canzone che mi sta riportando a Sanremo. Anche questa volta non so cosa succederà. Ma non vedo l’ora che succeda. Ci vediamo sul palco dell’Ariston”.

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