“Dovevamo inventarci qualcosa per campare e allora una sera io e Greg siamo saliti sul palcoscenico di un locale romano e ci siamo buttati. E la gente rideva. E rideva. E io pensavo: “Ma si divertono davvero tanto”. E siamo andati avanti ed è nata questa cosa di culto a Roma”. Non sa si bene cosa sia Pasquale Petrolo, più conosciuto come Lillo, in alternativa come Posaman, 63 anni (sessantatre??), romano con genitori del Sud. Un cabarettista? Un cantante? Un attore? Un intrattenitore? Un conduttore radiofonico? Un amico buffo un po’ spigliato? Difficile dirlo. Perché non sta fermo un attimo e non riesci mai a inquadrarlo in modo preciso.
Lillo fa ridere, probabilmente, proprio perché la sua comicità è una specie di filo sospeso sul nulla, un’eterna attesa che la gag successiva sia più divertente (e spesso non lo è) di quella precedente. C’è chi l’ha paragonato a Jerry Lewis, ma non c’è una macchina da scrivere, e nemmeno un Dean Martin, a stamparne le elastiche movenze di dita, viso e occhi. Lillo fa ridere proprio perché non fa mai nulla in particolare, ma sta lì, inventando storielle (Walter Chiari) che spesso non finiscono mai, giocando su improbabili e ben poco elaborati non sense, saltellando sul tavolo del mondo sudato come uno scalmanato (Gigi Baggini/Tognazzi in Io la conoscevo bene). Dapprincipio, quando ancora lo ska era musica da alternativi in braghette e birretta c’erano i Latte e i suoi derivati. Una band musicale precipitata da un fumetto sbullonato e sgangherato. E dapprincipio Lillo aveva un doppio, e viceversa: Lillo&Greg (Claudio Gregori). Fumettari e fumettisti veri, i due con la band dietro e spalle, uno lungo e triste, l’altro tondo e strambo, sembravano i Blues Brothers. Ma che vuoi farci, il surreale demenziale in Italia funziona il giusto. A Roma giusto un po’ di più e Lillo&Greg con i Latte e i suoi derivati macinano live su live in tutta la capitale. La coppia con una spolveratina di nero, giacca e occhiali, diventano due delle Iene di Italia1.
Non durano tanto, perché Lillo(e Greg) più che lanciarsi in anatemi morali amano fare battute, giochicchiare, fare le imitazioni sommarie come a scuola. Di loro dalle Iene su Youtube si ritrova un servizio sui giovani e le sale giochi molto naif. Una vita difficile, insomma, che prende una svolta nazionale davvero incredibile con la radio. Nel 2003 inizia 610, una trasmissione su Radio2 dove i due comici romani possono rovesciare in voce tutte le loro più folli insperate stupefacenti gag. È un vero trionfo che dura ancora oggi intervallato da tour teatrali dove si rimescola il minestrone del non sense e da dove nasce il personaggio di NormalMan che diventerà una miniserie tv (non fortunatissima), un fumetto ad uscite regolare ed entusiastiche, infine un talk all’americana amatriciana: BlaBlaBla su Rai2. È quindi sul finire del primo decennio del duemila che Lillo si lancia nella carriera solista. Cinema e tv in particolare. Pasquale Petrolo trova la quadra non molti anni fa quando la pensione è vicina: nel cast di LoL (2021) su Prime si inventa Posaman, il supereroe non supereroe che sa fare poche pose ma bene, seppur privo di qualunque superpotere. Che siffatta gag diventi di culto è ancora in fase di studio presso esimi esperti della materia. Lillo comunque è simpatico. Cinque minuti, dieci toh, ma un’intera serata –quella di venerdì con i duetti – è un terno al lotto, forse anche una cinquina.