Forse, fino a qualche tempo fa, il grande pubblico non sapeva nemmeno chi fosse. Magari per alcuni telespettatori è ancora così. Ma tra millennials e gen Z, Gianluca Gazzoli è un volto più che riconoscibile. Voce di Radio Deejay, podcaster che negli ultimi anni ha conquistato il web con il format originale Passa dal BSMT (ha intervistato da Valentino Rossi ad Amadeus, fino a Matt Damon e Ben Affleck), è stato scelto da Carlo Conti per condurre Sanremo Giovani 2025 e la gara tra le Nuove Proposte al Festival 2026. “Non potrei essere più grato per quello che ho vissuto. Questo viaggio è andato oltre ogni aspettativa, oltre qualsiasi immaginazione ed emozione. Un’onda e una risposta del genere non avrei mai potuto neanche sognarle (…). Adesso ci vediamo sul palco dell’Ariston”, aveva scritto sui social dopo la finale tra i talenti emergenti che ha premiato Angelica Bove e Nicolò Filippucci. Un traguardo, quello della conduzione su Rai 1, che ha raggiunto con sacrificio e voglia di ritagliarsi uno spazio nel mondo dello spettacolo. Su Instagram si definisce “self made”, uno che si è puntato i riflettori addosso da solo “anche quando nessuno mi dava una possibilità”.
La gavetta, le sveglie alle 4 per la radio e quella canzone di Jovanotti
Nato a Vigevano nel 1988 e cresciuto a Cologno Monzese, Gazzoli ha sempre coltivato il sogno di essere uno speaker a Radio Deejay. Una realtà che lo ha accolto dopo anni di gavetta, prima in una web radio, poi a Number One, un’emittente del nord Italia. Nel frattempo ha fatto l’animatore nei villaggi turistici, ha scommesso sulla creazione di video su YouTube e trovato occupazione in un’agenzia di viaggi. L’unico lavoro che gli garantiva un’entrata economica, ma che era un modo per tenere vivo il suo grande desiderio: “Mi svegliavo ogni giorno alle quattro, avevo un programma in radio alle sei, poi andavo in agenzia per guadagnare lo stipendio e il pomeriggio montavo contenuti da pubblicare sul web sperando qualcuno li avrebbe visti”, ha spiegato in una puntata speciale di Passa dal BSMT in cui, a essere intervistato, era proprio lui. Un ritmo forsennato, tra trasmissioni, sagre e palchi da montare per eventi live. Ma con entrate scarse: “Una volta, per la stanchezza, mi sono addormentato in piedi appoggiato alla colonna di un box per l’auto”. Mentre continuava la sua personale scalata, un gradino per volta, “continuavo a mandare le mie demo a Deejay, credo di aver inviato cd anche a chi faceva le pulizie in via Massena. Quando qualcuno mi rispondeva, mi dava la carica per andare avanti un altro mese”. Per Gazzoli, però, c’è un’istantanea che più di tutte racconta i sacrifici fatti durante quel periodo, intorno al 2015: “Una mattina ero in auto diretto all’agenzia. Hanno passato in radio ‘Gli immortali’ di Jovanotti e sono scoppiato a piangere. Mi sono chiesto se tutto quello che stessi facendo sarebbe servito a qualcosa. È stata una delle pochissime volte che ho guardato in basso. Era come essere un funambolo su un filo: devi sempre volgere lo sguardo dall’altro lato, se sposti gli occhi verso il basso vedi le infinite possibilità che hai di sbagliare e cadi”. Alla lunga, i sacrifici sono serviti per davvero. Perché, passando da Rai Radio 2 e altre varie esperienze, il 37enne di Vigevano è arrivato a Deejay e non se n’è più andato.
“Avrei voluto avere dei maestri, ho imparato da insegnanti indiretti”
Oggi, sta in equilibrio tra media e linguaggi diversi: internet, radio e televisione. Tutto quello che ha imparato nel passato, gli è tornato utile: “Quando ho cominciato vedevo persone che andavano virali con una gara di rutti, ma la maggior parte di queste ora non è più una realtà. Io non sono mai esploso all’improvviso e questo mi ha permesso di imparare alcuni mestieri che ruotano intorno al mondo dello spettacolo. Sono più consapevole anche di come agiscono i professionisti che lavorano insieme a me. Dopo tanti sacrifici, è bello vedere i puntini che si uniscono”. Nel 2023 e 2024, Gazzoli ha condotto l’anteprima di X Factor e il suo podcast Passa dal BSMT è uno dei più ascoltati in Italia: “L’ho proposto moltissime volte ai media tradizionali, ma non volevano credere in me o nel progetto – ha rivelato – Ero convinto che lungo la strada avrei trovato dei maestri ma, tranne qualche eccezione, non è successo. Ho avuto sempre insegnanti indiretti. La forza del Basement? La squadra è formata da diverse persone. Da soli si riesce ad andare molto veloce, ma insieme si va molto più lontano”.
“Vivo con un defibrillatore impiantato nel petto”
Da anni, il conduttore collabora anche con diverse realtà nel mondo della pallacanestro. Una passione che coltiva fin da piccolo e che gli ha permesso di scoprire un malfunzionamento cardiaco. “Nelle partite in cui lo stress fisico si univa a quello psicologico, il mio cuore si fermava e poi ricominciava a battere – ha spiegato –. All’inizio nessuno capiva cosa fosse nonostante vari esami e controlli. Poi un dottore mi ha fatto mettere un holter (dispositivo che monitora l’attività elettrica del cuore, ndr) durante un match e mi è stata diagnosticata un’aritmia ventricolare maligna. Dall’età di 15 anni vivo con un defibrillatore impiantato nel petto”. Una condizione che, da adolescente, Gazzoli sfidava: “Cercavo apposta situazioni per cui mi sarebbe arrivata una scossa dal dispositivo, mi ribellavo e falsificavo i certificati medici pur di fare sport”. Fino al 2021, il conduttore non aveva mai voluto parlare della sua situazione “perché se non la racconti, nella tua testa non esiste. Poi ho deciso di scrivere ‘Scosse’”, il libro che tratteggia proprio la convivenza con l’apparecchio sottocutaneo. E in quel momento, “ho scoperto che purtroppo ci sono tante persone che vivono nella mia stessa condizione”. Negli ultimi mesi, inoltre, il podcaster ha dovuto affrontare un lutto in famiglia: ha perso la mamma, colpita dalla recidiva di un melanoma che era stato asportato nel 2012. “La cosa che in questo periodo non mi fa dormire la notte è sapere che sarebbero bastate poche settimane in più e tutto questo lo avrebbe visto anche la mia mamma – ha scritto su Instagram dopo la finale di Sanremo Giovani –. E questo pensiero, dolce e doloroso insieme, mi accompagna ogni giorno”. Adesso, per Gazzoli arriva l’Ariston. Lo ha ripetuto più volte lui stesso come a non crederci ed è una sua frase ormai identitaria: “Sta succedendo”.