Leo Gassmann torna per la terza volta al Festival di Sanremo con il brano “Naturale”. Il cantautore è portare stavolta di un messaggio a cui tiene molto: “Cantare l’amore oggi è fondamentale, è l’arma più potente che abbiamo in un momento terribile, come quello che siamo vivendo”. Il brano fa parte del nuovo disco “Vita Vera Paradiso”, in uscita il 10 aprile, che promette di essere “ottimista” tra sonorità country e riferimenti ai cantautori del passato. Mentre è previsto il tour nei club al via dal 4 maggio.
Per la serata delle cover, Gassmann ha scelto di duettare con Aiello sul brano “Era già tutto previsto” di Riccardo Cocciante: “Giocheremo sulla sincerità e la trasparenza, – ha anticipato – perché in un mondo plastificato, l’autenticità è l’unica cosa che le macchine non possono replicare. Ci metteremo tanto amore, ci divertiremo, ci emozioneremo. Probabilmente piangerò”.
Cantare l’amore è necessario più che mai?
Penso che sia proprio necessario soprattutto per i tempi bui che stiamo attraversando, credo che la rivoluzione possa nascere dalle cose semplici come appunto del cantare l’amore e il celebrarlo e sono molto felice di tornare a Saremo con questo brano.
La canzone invita all’unione e a volersi bene, è così difficile farlo oggi?
C’è poca voglia di volersi bene, perché le notizie che arrivano ci fanno pensare che esista un nemico, perché comunque vediamo che l’impressione è sempre quella che vada sempre peggio. Quando poi, in realtà, le cose belle nella vita esistono. La luce esiste, c’è intorno a noi e va soltanto trovata, bisogna solo dargli un supporto.
Il titolo del tuo disco è “Vita vera paradiso”. ‘è molto ottimismo anche in questo disco con canzoni che tu definisci “solari”. È la tua missione?
Non pretendo di essere un guru, diciamo che comunque faccio del mio meglio e ovviamente anche le cose che canto le dico anche a me stesso. La speranza che canto, che racconto attraverso la mia musica è un qualcosa che mi ripeto ogni giorno allo specchio quando mi sveglio la mattina perché credo che ci sia bisogno di speranza.
Perché?
Non sono un guru o un cantautore politico ma credo che stiamo perdendo tutti un po’ la speranza e quindi diventiamo passivi di fronte a un presente che ci paralizza e che ci mette paura. Attraverso questo disco di vita vera e paradiso cerco attraverso le canzoni di raccontare questa speranza, partendo da varie storie che ho vissuto e che ho incontrato nel mio percorso. Spero che questo possa possa arrivare anche alle persone e che possa accompagnarle nel loro viaggio, nel loro sentiero.
La tua generazione ha vissuto momenti difficili specie dopo il Covid, c’è chi si chiude in casa o è in preda a dismorfismo digitale. C’è una via d’uscita?
Sicuramente la pandemia ha portato tutti noi a a dover combattere con i nostri mostri interiori e ovviamente ha causato danni diversi rispetto a chi iniziava ad andare a scuola nei primi anni di Liceo, nei primi anni di scuola, dove comunque quello è un luogo dove si impara a stare al mondo, a socializzare con chi è diverso da noi. Quindi sicuramente la pandemia ha contribuito a rallentare questo processo di socialità e questi sono gli effetti di quello che abbiamo vissuto e che vedremo avanti nel tempo. Quello che è certo è che bisogna tornare a dialogare perché comunque aprire una conversazione con qualcuno è anche un atto di coraggio.
Un consiglio?
La lettura di un libro bellissimo di Mel Robbins che si intitola “La teoria di lasciare andare” e parla anche di questo.
Sei uno dei pochi caso in cui l’appellativo di “figlio d’arte” è superato. Sia con la musica che con la recitazione ottieni sempre buoni riscontri. Botta di fortuna o duro lavoro?
Il duro lavoro c’è e ce n’è tanto, anche perché comunque il duro lavoro per quelli che fanno il percorso come il mio, che siano la musica o il cinema o anche entrambi i casi pretende grande preparazione. C’è una gran voglia di migliorarsi ogni giorno perché poi ovviamente se una cosa è qualitativamente più bassa rispetto all’aspettativa anche che hai di te stesso comunque ovviamente te ne accorgi. Poi la volta dopo puoi sempre essere migliore, puoi sempre migliorarti e raggiungere una forma migliore, un’identità migliore.
Il tuo bilancio qual è?
Devo dire che ultimamente le cose stanno andando bene sia con la serie Rai ‘L’invisibile’ ma anche con gli altri film che ho fatto che con la musica con la partecipazione a Sanremo e il disco che uscirà. È un periodo molto positivo però c’è ancora tanto da fare c’è tanto da crescere e la vita. È un bellissimo viaggio è una grande opportunità ce n’è una di vita, quindi va vissuta fino in fondo, va vissuta bene. In realtà è un concetto meraviglioso che a volte passa inosservato, passa come una frase buttata lì, ma in realtà è proprio così, quello che sto vivendo io, che stiamo vivendo tutti noi, in questo preciso istante non tornerà mai più probabilmente, poi per chi crede c’è l’incarnazione, ci sono altri cose però per quello che sappiamo la vita è questa. Quindi va vissuta al meglio e ognuno ha il suo il suo orizzonte da seguire.
Il tuo orizzonte qual è?
Far musica, far cinema, divertirmi, migliorarmi e cercare comunque di regalare sorrisi o comunque far sentire le persone riconosciute e raccontate.