Ermal Meta torna in gara al Festival di Sanremo tra i Big della 76esima edizione con il brano “Stella stellina” “che si ispira a quello che sta accadendo a Gaza. parla di una bambina sconosciuta, di una bambina senza nome e di un popolo senza voce”, racconta a FqMagazine il cantautore. Nella serata delle cover Meta proporrà “Golden Hour” con Dardust, co-autore di “Stella Stellina”. Il brano sanremese sarà incluso nel nuovo album “Funzioni Vitali” , il sesto album di inediti di Ermal Meta, in uscita il 27 febbraio.
Secondo te i bambini che vivono la guerra che uomini e donne potranno diventare da grandi?
I bambini che vivono la guerra non possono che crescere con quella guerra dentro gli occhi. Credo sia una di quelle cose che immagino non vada via facilmente, anzi che non vada via via per niente, cambia irrimediabilmente i bambini e li trasforma in qualcosa di diverso in quello che saranno gli uomini e le donne di domani.
C’è una speranza secondo te per salvare i poveri innocenti dalla crudeltà degli adulti?
Credo che l’unico modo sia quello che i bambini di oggi siano preservati , in modo che non possano diventare i crudeli adulti di domani.
Cosa rappresentano e quali sono per te le funzioni vitali?
Per me le funzioni vitali sono le piccole cose, sono le piccole coordinate giornaliere dove all’interno ci muoviamo. E tutto è riferito al qui ed ora. In questo momento, perché è il momento in cui esistiamo, è il momento in cui respiriamo, un respiro dopo l’altro.
Di quale funzione vitale non puoi fare a meno?
Ci sono diverse cose in realtà, però è quella di occuparmi della mia famiglia, quella è la mia funzione vitale.
“Levi’s 501” parla del passato, qual è il ricordo a cui tieni particolarmente?
Se parliamo di infanzia un ricordo del quale non posso fare a meno e quando d’estate andavo al mare con mio fratello e quando poi la sera si stava tutti insieme a casa, io e mio fratello e mia sorelle.
“Spaghetti in bianco” è il riflesso delle trasparenza delle relazioni interpersonali. Qual è la tua radiografia personale – dal punto di vista umano – della società nella quale stiamo vivendo?
Non sono capace di fare una radiografia della società però ci sono pezzi di essa che vengono in superficie. Spaghetti in bianco è un modo per dire che probabilmente ci salveranno le cose semplici. La società in cui agiamo è troppo veloce ma questo non lo dico solo io lo sappiamo tutti. Noi sappiamo molto bene dove si trova il pedale dell’accelerazione e del freno, ma facciamo fatica a trovare quest’ultimo, eppure è lì sotto il piede vicino, ma siamo tenuti a non spingerlo mai. Noi viviamo all ‘interno del sistema occidentale che è quello della velocità. Dobbiamo sempre correre perché in mancanza della corsa siamo costretti a guardarci indietro, ma la vita non è una gara e noi continuiamo a gareggiare come dei criceti sulla ruota.
Qual è la prima cosa che ha insegnato tua figlia Fortuna Marie e cosa ti auguri per lei?
La prima cosa che le ho insegnato era riconoscere a distinguere la chitarra dal pianoforte (ride, ndr) e distinguere gli strumenti perché in casa se ne trovano abbastanza. Mi auguro per lei di non crescere in un mondo spaventoso.