Le Bambole di Pezza sono la prima band interamente femminile a calcare il palco del Festival di Sanremo 2026 e unica band in gara quest’anno Il gruppo, composto da Morgana (chitarra solista), Cloe (voce), Dani (chitarra ritmica), Xina (batteria) e Kaj (basso), porta in gara il brano “Resta con me”, una power ballad scritta con Nesli che racchiude la loro filosofia: “Se si resta uniti e si tiene duro, si possono raggiungere obiettivi importanti”. Un inno alla “sorellanza” e un invito “a restare insieme nei momenti difficili”. Per la serata delle cover, la scelta è ricaduta su Cristina D’Avena, con cui canteranno “Occhi di gatto”: “Abbiamo creato una versione ‘bambolizzata’ della canzone e sarà molto rock proprio come ha voluto lei”.
Subito dopo il Festival, la band tornerà alla sua dimensione naturale, il live, con un tour nei club che toccherà le principali città italiane da aprile a maggio. Queste le date annunciate: 15 aprile (Milano, Fabrique); 21 aprile (Firenze, Viper); 23 aprile (Padova, Hall); 28 aprile (Torino, Concordia); 6 maggio (Bologna, Estragon); 7 maggio (Roma, Atlantico); 9 maggio (Napoli, Casa della Musica).
“Carlo Conti ci ha chiamate per il Festival ed è un grande onore e “finalmente” perché si è dimostrato una persona illuminata. Essere su quel palco con degli strumenti da suonare come unica band rock è grandissima responsabilità. Non ce l’aspettavamo di essere chiamate, ma cerchiamo di coronare questo sogno da un bel po’”, ha detto la band a FqMagazine.
“Ci sono stati conflitti tra noi che abbiamo superato”
“Il nostro brano ‘Resta con me’ invita a restare uniti di fronte a momenti di difficoltà. Con questo senso di una sorellanza, perché noi ci siamo rese conto che è solo grazie a questa unione tra di noi che si possono raggiungere grandi obiettivi. Come, per esempio, è stato questo di Sanremo. Ci siamo trovate mille volte in difficoltà, con ostacoli enormi, o anche perché no, con dei conflitti anche tra di noi, però è stato solo guardandoci in faccia, dicendoci “ok, ce la possiamo fare, qual è il problema, cerchiamo di capire dove era la questione del conflitto” e grazie a questo processo abbiamo imparato giorno dopo giorno a diventare sempre più unite e soprattutto a mantenere la strada verso questo obiettivo”.
“La nostra è una storia che inizia tanti anni fa e quindi proprio per quello andiamo a dire abbiamo anche tanto fatto tanta gavetta diciamo, abbiamo calcato tanti palchi piccoli, andavamo in giro con una macchina scassata quindi il fatto di aver fatto questo percorso così lungo e tortuoso ci rende davvero orgogliose di poter arrivare su questo palco appunto come prima band femminile.
“La donna è messaggera di pace”
“Stiamo vivendo questo momento purtroppo pieno di conflitti in questo momento il mondo è veramente troppo pieno di odio. Vogliamo portar avanti un discorso di pace, le donne spesso anche negli anni passati hanno sempre portato avanti dei discorsi pacifisti, forse proprio perché in qualche modo procreando, teniamo particolarmente al senso della vita in quanto proprio possibilità di esistere, il fatto che esistano atrocità tali ci sembra qualcosa di molto ingiusto a cui, insomma, speriamo in qualche modo di contribuire nel cambiamento culturale e anche contro la violenza, ovviamente, altro tema per noi fondamentale”.
“Poca solidarietà femminile? Non è vero, è un mito da sfatare”
“Non è proprio vero che c ‘è più solidarietà tra gli uomini che tra le donne. È una cosa che un po’ ci viene insegnata. C’è anche tanto pregiudizio su questa cosa qui, a volte siamo noi stesse a partire prevenute nei confrotti delle altre donne e quando in realtà c ‘è molto sostegno tra noi. Cioè credo che comunque la società incoraggi di più i legami maschili che quelli femminili e una delle nostre missioni è invece cercare di rafforzare il più possibile quelli femminili e riconoscere che siamo una collettività che ha delle istanze che vanno portate avanti in comune e quindi cercare di sfatare questo mito della rivalità femminile. Sì, è un mito, è proprio una specie di luogo comune e quasi ci viene detto che è così e a volte è a furia di ripeterti qualcosa. Tutti quanti litigano, tutti quanti fanno pace e anzi a volte le donne riescono a trasmettersi una profondità e ad avere il coraggio di piangere l’una davanti all’altra, di trasmettersi delle emozioni molto più profondamente rispetto magari a rapporti maschili, quindi in realtà io penso sia proprio un mito. E noi vogliamo sfatarlo”