Fulminacci è tra i Big della 76esima edizione del Festival di Sanremo, dove è in gara con il brano “Stupida sfortuna”. Il cantautore torna all’Ariston con uno spirito diverso rispetto all’esordio del 2021 con “Santa Marinella”. “C’era il Covid, con i palloncini al posto del pubblico, che tra l’altro sono la mia più grande paura. È stato tremendo”, ha commentato. Per la serata delle cover, la sua scelta è ricaduta su Francesca Fagnani per reinterpretare “Parole parole” di Mina.
La partecipazione al Festival anticipa l’uscita il 13 marzo del suo nuovo album, “Calcinacci”. Un titolo che nasce da un momento di svolta personale: “Ho concluso una relazione molto importante e mi trovo in mezzo alle macerie. I calcinacci sono dove si è distrutto e dove si ricostruisce sono i cantieri. Questo disco è proprio questo: sono io che ricostruisco, che guardo cosa è successo, con tutti i sassi per terra, e cerco di ricostruire”, spiega.
Ad aprile 2026 la prima volta nei palasport con il “Palazzacci Tour 2026” che partirà il 9 aprile da Roma (Palazzo dello Sport), per poi toccare Napoli (11 aprile, Palapartenope), Milano (15 aprile, Unipol Forum) e Firenze (18 aprile, Nelson Mandela Forum).
“Stupida sfortuna” parla anche di ostacoli da superare, quali sono per te?
Gli ostacoli sono quelli della vita, sono gli errori che si possono fare, le cose che si sono dette quando ti mangi le mani
perché dici perché ‘ho detto questa cosa!’ e magari non riesci a dormire. Parla dei rapporti umani, degli errori che si fanno nei rapporti umani, ma anche del fatto che forse è inevitabile farli ed è proprio qui che risiede il fatto di essere umani.
Ci sono anche i pensieri legati al passato e speranza per il futuro. Cosa ti manca del tuo passato e invece cosa ti auguri per il futuro del nostro Paese?
Del mio passato mi manca il fatto di essere bambino e quindi di non avere nessuna responsabilità che è una cosa molto comoda però devo dire che grazie al lavoro che faccio continuo a giocare come fossi un bambino e questo lo farò per sempre. Per il
futuro del mio Paese mi auguro…Che mi devo augurare? Che vada meglio di come va.
Nel corso della serata delle cover sarai con Francesca Fagnani su “Parole parole” di Mina. Conoscevi già Francesca? Come gliel’hai proposto?
Con Francesca ci eravamo incontrati un anno fa e in un contesto proprio legato alla nostra vita privata,
c ‘era un pranzo. Però ci siamo conosciuti meglio successivamente. Io l’ho chiamata, le ho chiesto se le andasse di fare questa cosa e lei ha detto di sì con grande entusiasmo fin da subito. Sono stato contento perché non era scontato che un
personaggio come lei si abbandonassi a un’emozione così istintiva, come quella dell’entusiasmo di partecipare. È una cosa del tutto leggera, basata solo sulla voglia di omaggiare un grande brano musicale degli Anni 70 con amore. Quando ci siamo conosciuti abbiamo scoperto di avere molte affinità, lei è una persona estremamente ironica, estremamente simpatica mi ci trovo
davvero bene, quindi ho trovato anche una amica oltre che una collaboratrice.
Perché hai scelto proprio questo capolavoro di Mina?
Penso che sia una canzone con delle caratteristiche da hit, però allo stesso tempo è un brano degli Anni 70, è una canzone che abbiamo un po’ tutti noi italiani nel nostro DNA. Forse i miei coetanei non l’hanno mai sentita veramente cantata da Mina e Alberto Lupo, ma ‘abbiamo sempre canticchiata un po’ così, per tradizione orale. Come se fosse un detto popolare. Così era giusto che questa canzone ritrovasse uno spazio e un omaggio televisivo.
Paura dei confronti?
Chiaramente non ho nessuna intenzione di misurarmi con la voce di Mina, ma questo penso sia ovvio e voglio solamente fare un simpatico omaggio.
Ad aprile 2026 partirà il primo tour nei palasport, il Palazzacci Tour 2026, cosa dobbiamo aspettarci?
Ci vedremo a Roma, Milano, Napoli e Firenze. Non vedo l’ora perché sarà un concerto lungo, denso, pieno di canzoni. Ora ormai ho quattro dischi quindi dovrò anche togliere delle canzoni che magari per qualcuno sono importanti, ma questo è obbligatorio.. Ho già la scusa in anticipo: devo fare così perché sennò non ci stiamo quei tempi. Ci saranno varie fasi del show e sarà strutturato in modo tale da non annoiare mai che per me è la prima cosa sempre e ci divertiremo ci saranno vari momenti diversi.
“Calcinacci” invece è il titolo del tuo disco, qual è il messaggio?
Parla di macerie e di ricostruzione, parla di tutto quello che ho vissuto durante questo anno in cui l’ho scritto e ci sono molte cose della mia vita. Ci sono ci sono anche degli elementi, invece, più narrativi e immaginari, ma anche questo fa parte della vita immaginarsi qualcosa che non c’è. È un disco che ha una sua marcata coerenza tra brano a brano, secondo me, ha anche molta
identità li velo di suono, di contenuto per forza, perché appunto io sono filo conduttore che unisce i brani e quindi l ‘unica cosa che mi resta da dirvi è ascoltatevelo e ditemi che ne pensate.