“Sandokan! Sandokan! Dammi il fisico di Can Yaman!”. È forse l’attore body builder più celebre dopo Schwarzenegger e Lou Ferrigno. 36 anni, “dizi” turche a go-go, modello per camicie (Dino Erre collofit? No, Tudors), video su Instagram dove in palestra solleva quintali con le cosce, ma anche quattro lingue – turco, italiano, inglese, tedesco, spagnolo – parlate (dicono) fluentemente e l’ultima apparizione nell’iconico Sandokan su Rai1 dove per quattro milioni e due di spettatori hanno gridato al miracolo, quando Kabir Bedi sempre come pirata della Malesia nel 1976 di milioni in media ne fece 27. Yaman è il co-conduttore la prima serata del Festival di Sanremo assieme a Laura Pausini e Carlo Conti.
Certo, la cantante di Solarolo ha calde originali romagnole ma la coppia con Can sul palco rischia di diventare uno show modello Littizzetto con i giocatori di calcio a Mai dire gol. Yaman ha origini albanese, ha studiato in un liceo classico italiano, si è laureato in legge a Istanbul e ha avuto persino una carriera da avvocato avviata e affermata. Eppure giacca e cravattino al fustacchione con bicipiti da wrestler stavano strette. Meglio qualche cartolina su pettorali e trapezi, tartarughe e sguardo da pirata o ancora di più la macchina da presa di una serie turca come Dolunay (tradotto: Luna piena) dove Can interpreta con successo un ricco uomo d’affari che ha problemini di fiducia con le donne. Già, traumatizzato da mamma che tradì papà, il bellimbusto ha quel cruccio lì che non lo fa vivere sereno (sul patrimonio e il mantenimento, appunto tutto a posto).
La serie romantica, una delle tante seguitissime dizi turche è solo la prima di un paio di step che in un paio d’anni lo vedono diventare star d’esportazione: la serie tragicomica sempre turca Daydreamer, poi Bay Yanlis. Nel 2021 l’ospitata nella celebre serie zeppa di suorine, Che dio ci aiuti, facchino tuttofare ancora con ciuffo alla Cannavacciuolo; seguono lo spot con la Gerini diretto da Ozpetek; Viola di mare con la Chillemi su Canale 5; infine per il reboot di Sandokan Can opta per la versione capello lungo e ondulato, camicione aperto definitivamente sul petto, catenoni a penzoloni. “Non sono un uomo che si affida alla fortuna. Mi affido allo studio, alla disciplina, ai sacrifici: la libertà – quella vera – arriva solo così”, spiega poi a Vanity Fair. Bello sì, ma alquanto possibile. Una disciplina ferrea che più che sulle orme di Marlon Brando lo vedono leggiadro fuori dagli stadi dove fa servizio Diletta Leotta. Amore vero, ma anche una burrascosa e perentoria rottura, dove amici di lei dicono che Diletta si era stancata dello stile di vita piuttosto birichino del fidanzato. Impossibile saperlo. Anche se di recente Yaman è stato fermato dalla polizia mentre si trovava in un locale turco. “Nessun arresto, loro fanno quello che devono fare: i controlli. È la loro procedura. Non so perché lo abbiano fatto su di me, ma non hanno trovato niente (gli hanno pure prelevato un campione di capelli ndr)”.