Non doveva andare così e il principe del Galles adesso fa i conti con le macerie. Che le discussioni a casa di re Carlo III fossero accese si vocifera da tempo, che l’erede al trono non abbia mai sopportato lo zio e che avrebbe fatto scelte diverse per allontanarlo molti anni fa è stato scritto, ma oggi la casa reale non può fermarsi alle recriminazioni perchè il castello brucia. La polizia è entrata nei cancelli di Sandringham, una delle residenze preferite del sovrano, e l’ottavo in linea di successione al trono è stato posto in stato di fermo per 11 ore. Il mondo ha osservato attonito la caduta in disgrazia del figlio prediletto di Elisabetta II, mentre il re portava avanti i suoi impegni quotidiani masticando amaro. Ancora una volta, la monarchia che ha sempre vissuto all’insegna del “never complain, never explain” (non lamentarti e non dare spiegazioni) ha dovuto parlare, Carlo III ha firmato una dichiarazione in cui il fratello diventava “Andrea Mountbatten-Windsor” e la “legge doveva seguire il suo corso”, senza fermarsi davanti al sangue blu. Mai la corona aveva dovuto dare spiegazioni prima, o almeno mai era stata costretta a fare sentire la sua voce su questioni così scottanti. Bastavano il silenzio e l’attesa.
La marea di fango che sta investendo la casa reale, però, oggi rischia di mettere in dubbio il suo stesso futuro, compreso quello di William, che non ha mai condiviso la benevolenza del padre nei confronti di Andrea. Il principe del Galles, secondo quanto raccontato dall’autore Andrew Lownie, avrebbe a lungo cercato di sfrattare lo zio dal Royal Lodge, convinto del fatto che stesse “abusando della proprietà e del suo privilegio, lì”.
Carlo III mandava qualche ultimatum sperando di placare la rabbia dei sudditi, ma non ha potuto arginare la fuga di notizie che hanno mostrato come in effetti Andrea stesse approfittando dei suoi privilegi, come diceva William e lo sfratto è arrivato troppo tardi. Le cronache più recenti raccontano di forti tensioni a corte la sera prima che Andrea, a tarda ora, fosse prelevato dal Royal Lodge per essere trasferito a Sandringham. William non voleva più sentire ragioni e Carlo III aveva dovuto accettare i fatti.
Il principe del Galles non ha mai fatto mistero delle sue antipatie e le telecamere che hanno seguito i funerali della duchessa del Kent, a settembre del 2025, lo hanno ampiamente dimostrato. L’arrivo di Andrea e della ex moglie davanti all’abbazia di Westminster aveva lasciato tutti di stucco, tutti tranne William che invece appariva furiosamente gelido. In piedi, davanti all’ingresso, il principe del Galles ha tentato di non farsi immortalare accanto allo zio, ma quest’ultimo, con l’arroganza che lo ha sempre contraddistinto, lo ha avvicinato, ha tentato di parlargli, mentre William stringeva i denti e serrava le labbra con uno sguardo torvo. Andrea a quel punto si è spostato verso lil fratello, re Carlo III, che gli ha parlato, ha indicato qualcosa con il braccio e ha mostrato ancora una volta la sua comprensione.
Ma neanche Sarah Ferguson è mai andata a genio a William tanto che i duchi di York non furono invitati al matrimonio con Kate, nel 2011. Solo un anno prima, Fergie aveva preso dei soldi da un giornalista in cambio dell’accesso al palazzo reale per cercare notizie. All’epoca anche la regina Elisabetta II si infuriò, appoggiando per questo la decisione di non vederli alle nozze dell’anno, ma poi, l’inclinazione al perdono mostrata per Andrea toccò anche la ex moglie. La “duchessa dell’inganno”, fu ripresa in casa per cercare di contenere l’ex marito e fu riaccolta a braccia aperte da tutti, tranne William e Kate, che oggi rimpiangono di non essere stati ascoltati di più.