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Abbandona la compagna sul Grossglockner: lei muore assiderata. Per lui 5 mesi di reclusione e una multa

La coppia, nel gennaio 2025, aveva intrapreso l'ascesa alla vetta più alta del Paese. L'uomo ha poi raggiunto la vetta da solo. E' stato condannato per omicidio colposo aggravato da grave negligenza ma la pena inflitta è ben al di sotto al massimo previsto. Il giudice: "Non la vedo come un assassino"
Abbandona la compagna sul Grossglockner: lei muore assiderata. Per lui 5 mesi di reclusione e una multa
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Il tribunale di Inssbruck ha condannato per omicidio colposo aggravato da grave negligenza l’uomo che aveva abbandonato la propria compagna poco prima di raggiungere la vetta del Grossglockner. La donna era poi morta assiderata. Il 37enne imputato è stato condannato a cinque mesi di reclusione con sospensione della pena e a una multa di 9.600 euro.

La coppia, nel gennaio 2025, aveva intrapreso l’ascesa alla vetta più alta del Paese: il Grossglockner, nell’Austria occidentale. Il compagno, secondo l’accusa, aveva lasciato indietro la donna 33enne per proseguire da solo. Lei è poi morta a circa 50 metri sotto la vetta, a 3.798 metri di altitudine. L’uomo si era fin da subito dichiarato non colpevole. Il giudice, Norbert Hofer, specializzato in incidenti di montagna, commentando i duri commenti social indirizzati all’uomo ha dichiarato: “Non la vedo come un assassino, non la vedo come un uomo dal cuore freddo. La vedo come colui che alla fine ha cercato di chiedere aiuto e di restare accanto alla sua compagna”.

Ma ha anche sottolineato che l’imputato ha tradito la sua “responsabilità di guida“, aggiungendo che la donna sarebbe quasi certamente sopravvissuta “se fossero state adottate le misure appropriate” come tornare indietro o anticipare la chiamata ai soccorsi. Per il magistrato l’uomo ha valutato in maniera errata la situazione, visto che l’esperienza alpinistica della donna era, a suo dire, distante “galassie” da quella dell’imputato.

La pena inflitta all’uomo è ben al di sotto al massimo previsto di tre anni di carcere. L’imputato ha dichiarato: “Sono infinitamente dispiaciuto“. E ha aggiunto che le decisioni venivano prese congiuntamente, inclusa la scelta di intraprendere la fatale scalata. Ha sostenuto che le competenze della sua compagna non erano molto inferiori alle sue e che la donna era in buone condizioni quando un elicottero della polizia ha sorvolato la coppia durante l’ascesa: non è riuscito quindi a spiegarsi il rapido peggioramento della sua compagna. Ha aggiunto di essere sceso a valle per cercare aiuto solo dopo essersi consultato con lei.

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