Stefano Accorsi è al cinema nel nuovo film di Gabriele Muccino “Le cose non dette”. Tra i suoi film di maggior successo “L’ultimo bacio” sempre di Muccino e “Le Fate ignoranti” di Ferzan Ozpetek. L’attore è anche in scena con “Nessuno – Le avventure di Ulisse”, fino ad aprile in tour nei teatri. Papà di due figli avuti da Laetitia Casta, poi il matrimonio con Bianca Vitali, dalla quale ha avuto altri due figli.
Una carriera all’apparenza splendente, ma Accorsi in una intervista a Il Corriere della Sera ha ammesso che in mezzo ai successi ci sono stati anche dei down. La sua carriera esplode letteralmente giovanissimo con lo spot di un famoso gelato: Finisco l’accademia e arrivano già film di successo, come ‘Jack Frusciante è uscito dal gruppo’ e ‘Radiofreccia’, ‘La stanza del figlio’ di Nanni Moretti, ‘L’ultimo bacio’ di Muccino, ‘Le fate ignoranti’ di Ferzan Ozpetek, ‘Santa Maradona’ di Marco Ponti: quello è stato uno dei momenti un po’ idioti della vita in cui dici: ma allora sono Dio! (…) Mi dicevo: cavolo, ci ho sempre creduto e ho avuto ragione”.
“Papà era tipografo, mamma segretaria di scuola, stavamo a Bologna, dal cinema eravamo lontani, – ha continuato – ma quando ho detto che volevo fare l’attore mi hanno lasciato libero, perché vedevano che era una vocazione. Mi dissero solo: fai anche l’università, non si sa mai. Insomma, tornando al momento idiota, faccio un film e funziona, ne faccio due funzionano, tre, quattro e dico: vabbè, ma allora l’ingrediente segreto sono io. Ed è lì che ti sfracelli“.
Il successo si fa sentire ma anche con gli interessi: “Avevo paura di scegliere il film sbagliato, di deludere il pubblico. Da un momento all’altro, avevo i fan fuori casa, accendevo la tv e parlavano di un mio film. Una volta, per strada, un ragazzo in macchina mi ha riconosciuto, si è distratto e ha fatto un incidente. Non si è fatto niente per fortuna. Insomma, arrivavano affetto e attenzione, ma per un attore è importante guardare e io non potevo più guardare, ero solo guardato”.
Da qui il momento difficile: “Le proposte dall’Italia erano calate, io lavoravo un po’ in Francia ma non era lo stesso, e mi chiedevo: e se quel successo non tornasse mai più? Era angosciante. Nel frattempo, in Italia ho fatto film come Baciami Ancora e Saturno Contro, però tre o quattro in nove anni: pochi. Più che altro, ero triste. Infatti, lo sfracello si è fatto interessante solo quando ho iniziato a darmi delle colpe, perché lì ho smesso di dirmi: ma perché non mi chiama? Ho detto: ma perché non lo chiamo?”. poi l’intuizione della serie “1992” e Accorsi torna al grande successo.