Niente banchetti, nessun brindisi e, soprattutto, nessuno sfarzo reale. Il 66esimo compleanno di Andrew Mountbatten-Windsor segna il punto di non ritorno della sua parabola pubblica: l’ex principe sta trascorrendo la giornata odierna in stato di detenzione, rinchiuso in una stazione di polizia dopo l’arresto avvenuto all’alba a Sandringham. Un contrasto netto con la vita di privilegi a cui il fratello minore di re Carlo III è sempre stato abituato.
Le condizioni di detenzione
Secondo quanto riferito dalla Bbc, che ha interpellato esperti di procedura penale britannica, Andrea si trova attualmente in una camera di sicurezza singola. L’ambiente è spartano, dotato esclusivamente di un piccolo bagno e di un lettino standard. Le regole della custodia cautelare nel Regno Unito non prevedono trattamenti di favore: l’ex Duca di York dovrà affrontare le prossime ore lontano da ogni comfort, in attesa che la polizia completi i primi interrogatori.
L’iter giudiziario: cosa rischia nelle prossime ore
Al momento, è fondamentale precisare che Andrew Mountbatten-Windsor non è ancora formalmente incriminato. Si trova sotto indagine e in stato di fermo per il sospetto reato di “condotta illecita nell’esercizio di una funzione ufficiale” (cattiva condotta in pubblico ufficio). La legge britannica stabilisce tempistiche precise per la custodia preventiva. Di prassi, la polizia deve esaurire la pratica dell’interrogatorio entro un periodo che va dalle 12 alle 24 ore. Al termine di questa finestra temporale, gli investigatori si troveranno di fronte a tre opzioni:
- Incriminazione formale davanti a un giudice (con la possibilità di richiedere la custodia cautelare in carcere o il rilascio su cauzione).
- Rilascio a piede libero, ma con la prosecuzione delle indagini a suo carico.
- Rilascio senza ulteriori azioni, con il decadimento delle accuse.
Tuttavia, il fermo preventivo può essere esteso tecnicamente fino a un massimo di 96 ore, ma solo se tale prolungamento viene esplicitamente approvato dalla magistratura attraverso una serie di passaggi in tribunale.
Il cuore delle accuse: i contatti nel 2010-2011
Stando alle fonti dell’emittente pubblica britannica, l’arresto non è un atto formale isolato, ma appare legato a “sviluppi significativi” emersi di recente. Il filone d’inchiesta principale riguarda la condivisione di informazioni confidenziali e segreti governativi con Jeffrey Epstein. I fatti contestati risalirebbero al biennio 2010-2011. All’epoca, Andrea era ancora un membro attivo di primo piano della famiglia reale (i cosiddetti working royals) e ricopriva l’incarico ufficiale di emissario commerciale del governo britannico in Asia.
L’onda d’urto sui vip britannici
L’arresto di Andrea potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Le autorità britanniche stanno infatti allargando a macchia d’olio il perimetro delle indagini. Oltre a quello che coinvolge direttamente l’ex principe, la polizia ha aperto o riaperto ben altri 8 filoni d’inchiesta sui riflessi dello scandalo Epstein nel territorio del Regno Unito. Queste indagini parallele riguardano sospetti di traffico sessuale internazionale, con un focus specifico sui voli privati utilizzati dal faccendiere americano per trasportare le ragazze sfruttate. Secondo quanto emerge dagli Epstein Files, le giovani vittime sarebbero state “condivise” anche con altri facoltosi amici e vip residenti sull’isola britannica. La posizione di Andrea non è dunque isolata, e le prossime mosse degli inquirenti potrebbero far tremare altri nomi di spicco dell’establishment londinese.