Cinema

Al Pacino torna “avvocato del diavolo” ne Il filo del ricatto: tre pose al telefono che valgono il film

Nel nuovo film di Gus Van Sant, dal 19 febbraio in sala, l’85enne star interpreta un magnate cinico e spietato coinvolto in un sequestro mediatico nella Indianapolis del 1977

di Davide Turrini
Al Pacino torna “avvocato del diavolo” ne Il filo del ricatto: tre pose al telefono che valgono il film

Tre pose al telefono con un bicchiere di whisky in mano e torna ad essere un fottuto avvocato del diavolo. La comparsata di Al Pacino in Il filo del ricatto – che vi proponiamo in una clip in esclusiva – è di quelle da segnare sul taccuino delle cose da vedere al cinema.

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Nel nuovo gustoso film di Gus Van Sant, in uscita nelle sale italiane il 19 febbraio, l’85enne interprete di Scarface è mister M.L. Hall un furbo cinico e irrispettoso riccastro che con la sua società ha fatto perdere tutti i risparmi dell’uomo qualunque Tony Kiritsis (interpretato da Bill Skarsgard). Quest’ultimo decide di vendicarsi prendendo in ostaggio il figlio di Hall a cui lega un fil di ferro con un fucile puntato alla nuca.

Con l’aiuto involontario delle televisioni in diretta – siamo nella Indianapolis del 1977 – e di una trasmissione radiofonica, Kiritsis verrà pedinato fino a quando entrerà nel suo appartamento con l’ostaggio. È da lì che dopo parecchie ore di stallo viene chiamato in causa al telefono Mr. Hall/Pacino, figura mefitica ed egoista perfino verso il figlio che gli chiede aiuto. Insomma, non siamo di certo dalle parti di quei film “davvero pessimi” che, come scriveva Pacino nella sua biografia Sonny Boy (La Nave di Teseo), “non voglio neanche citare e che feci solo per soldi quando ero proprio a secco”. Dead’s man wire – Il filo del ricatto è invece un’opera bizzarra tutta da gustare. Qui la nostra recensione dall’ultimo festival di Venezia.

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