I vincitori dal 2010 al 2019
2010
Valerio Scanu – Per tutte le volte che
Melodramma pop figlio dell’era talent, costruito per l’esplosione vocale e il coinvolgimento emotivo immediato. Il televoto consolida la nuova centralità del pubblico cambiando gli equilibri del Festival.
2011
Roberto Vecchioni – Chiamami ancora amore
Ritorna la centralità della parola e dell’impegno civile. Una vittoria simbolica che riporta in primo piano la canzone d’autore e il peso culturale del testo.
2012
Emma – Non è l’inferno
Pop-rock energico e diretto, con una denuncia sociale esplicita. Sanremo intercetta un linguaggio più contemporaneo senza rinunciare all’impatto radiofonico.
2013
Marco Mengoni – L’essenziale
Minimalismo emotivo e suono asciutto, lontano dagli eccessi melodici del passato. Il Festival si allinea sempre più alle dinamiche del pop radio-friendly europeo.
2014
Arisa – Controvento
Ballata intensa nella scrittura, ma sostenuta da una produzione moderna e levigata. È uno degli ultimi trionfi della forma classica prima della trasformazione definitiva del Festival.
2015
Il Volo – Grande amore
Opera-pop spettacolare, costruita su potenza vocale e retorica romantica. Sanremo torna a parlare un linguaggio internazionale, puntando su un successo globale.
2016
Stadio – Un giorno mi dirai
Ballata solida e tradizionale, coerente con la storia del gruppo. Una vittoria percepita come il possibile epilogo della stagione più classica del Festival.
2017
Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma
Pop brillante e ironico, che unisce citazioni filosofiche e immediatezza. È il primo vero fenomeno virale dell’era social sanremese.
2018
Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente
Canzone di forte impegno civile, con un testo contro il terrorismo e la paura. Sanremo torna a farsi esplicitamente politico e attuale.
2019
Mahmood – Soldi
Urban-pop essenziale e contaminato, lontanissimo dalla tradizione melodica. È la svolta sonora definitiva: il Festival entra pienamente nel presente musicale globale.